A Macerata la sinistra fa autogol

Nelle elezioni del prossimo 4 marzo Macerata sarà per la sinistra quello che Caporetto è stato per l’Italia: un disastro politico, di immagine e, cosa ancora più grave, morale. In primo luogo perché il corteo di sabato, per ciò che si è visto e sentito, è stato usato, anche al di là della volontà di molti presenti, come l’ennesimo regolamento di conti tra due mondi della sinistra tra loro ogni giorno più lontani.

Al punto da consentire ad alcuni (non pochi) dissennati di essere autorizzati ad alzare l’indice accusatore contro Minniti (lo sbirro PD) anziché contro gli assassini di Pamela. Ed in un delirio di autolesionistico disfattismo mettere il silenzio a qualunque forma di solidarietà con le forze dell’ordine che, nelle stesse ore, li stavano incastrando ed arrestando. Ma soprattutto perché, purtroppo, l’incertezza ai limiti dell’autocensura che impedisce alla sinistra (presente e assente dal corteo) da troppo tempo di dire parole chiare sul tema dell’immigrazione, e di quella clandestina in particolare, ha finito per trasformare Macerata agli occhi del Paese in un doloroso, pericolosissimo boomerang. Capace non solo di far passare in secondo ordine le colpe di chi soffia sul fuoco anti immigrati per guadagnare voti. Ma di scavare un fossato morale tra la giusta ma algida ideologia pro-immigrati ed il comune sentire di tanti che a causa loro si sentono, a torto o a ragione, stranieri a casa propria.

E nei confronti dei quali la sinistra, ricordando che in politica i sentimenti contano, e come contano!, anziché far spallucce dovrebbe usare parole giuste e atti concreti, per lenire le difficoltà della loro condizione. Per la semplice ragione che, come la Storia ci ricorda, anche la più diabolica ideologia anti stranieri non fa presa se la loro presenza non è percepita e vissuta da molti come una minaccia reale. E sulla quale l’anti razzismo rischia di scivolare come l’acqua sull’argilla.

Guido Bolaffi

Direttore di WEST. Laureato con lode in Lettere e Filosofia presso l'Università di Roma La Sapienza nel 1969, consegue il diploma di specializzazione in Sociologia e Ricerca Sociale nel 1972. È ...

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