Anche negli Usa per entrare chiedono asilo

Nell’incerto ma durissimo braccio di ferro parlamentare sul Muro tra Trump e l’opposizione democratica si è da ultimo inserito un Terzo Attore. Che anche se non da diretto protagonista potrebbe, però,  risultare decisivo per il suo esito. Si tratta delle decine di migliaia di famiglie e di minori non accompagnati del Nicaragua, dell’Honduras e del San Salvador che cercano di entrare negli USA lungo l’immenso confine meridionale del paese.

Un fiume umano che nel solo mese di febbraio ha superato, cosa mai avvenuta dal 2011, la cifra record di 76mila. Gettando nel panico la pur ben oliata macchina organizzativa dei servizi dell’Immigration statunitense. Chiamati a gestire un esercito di “non autorizzati” che, diversamente dal passato, anziché da maschi soli è composto da padri, madri con figli e  da moltissimi minori non accompagnati. Che non solo abbisognano di strutture di accoglienza speciali di cui, al momento, l’amministrazione a stelle a strisce non è assolutamente dotata. Visto che i tre centri di cui dispone ( due in Texas ed uno in Pennsylvania ) hanno una capacità di ricezione inferiore a quattro mila unità. Ma, soprattutto, non possono essere rimpatriati. In ragione del fatto che la grande maggioranza di questi immigrati anziché cercare, come in passato, di entrare clandestinamente si consegna agli agenti di confine dichiarandosi rifugiati in cerca di asilo. Sapendo che in base alle norme in vigore le loro richieste vanno obbligatoriamente sottoposte al parere della magistratura competente. Ed essendoci dei minori di mezzo non possono essere trattenuti in stato di fermo per più di 20 giorni.  Con il risultato che molti di loro, in attesa delle lunghissime procedure giudiziali, hanno tempo e modo di sparire nei meandri oscuri di un mercato del lavoro irregolare che definire immenso è poco.

Un uso forse strumentale delle norme di garanzia che però, paradossalmente, rischia di assestare un colpo mortale alla utilità del Muro anti clandestini sostenuta dal Presidente. Visto che, come sostengono i suoi detrattori, anche se oggi fosse in funzione verrebbe tranquillamente bypassato dalla nuova strategia adottata ai confini da chi, giocando la carta dell’asilo, pur senza essere clandestino riesce ad entrare e restare non avendone formalmente il permesso.