Anche negli USA sull’immigrazione è braccio di ferro con la giustizia

Trump ci riprova. E nel tentativo di tenere fede alla sua promessa, finora andata a vuoto, di espellere milioni di immigrati illegali, vara un nuovo giro di vite. E così con un nuovo ordine esecutivo, la Casa Bianca ha concesso poteri quasi illimitati nella deportazione dei clandestini all’Agenzia federale responsabile del controllo delle frontiere e dell’immigrazione (ICE), che dipende dal Dipartimento della Sicurezza nazionale. Una stretta finalizzata ad accelerare le espulsioni bypassando i tribunali. Infatti da oggi gli immigrati che non potranno dimostrare di essere stati negli USA ininterrottamente per più di due anni saranno immediatamente rimpatriati e non potranno avvalersi della difesa di un avvocato. La nuova misura è in vigore su tutto il territorio nazionale. In precedenza, invece, le espulsioni rapide si applicavano solo agli immigranti intercettati vicino al confine, entro in un raggio di 100 miglia, o che erano stati nel Paese per meno di due anni. In termini pratici, dunque, viene offerto ai funzionari dell'immigrazione e alle autorità doganali il potere di determinare chi può essere subito rispedito a casa. Tale decisione, finora, era demandata a un giudice dell'immigrazione, al termine di processi che spesso richiedevano anni. Il nuovo ordine esecutivo della Casa Bianca ha sollevato le critiche dell’opposizione democratica e delle organizzazioni non governative che denunciano l'amministrazione Trump di perseguire nella politica delle deportazioni di massa negando agli immigrati un'audizione davanti a un giudice. E ricordando che la Corte Suprema ha sempre dichiarato che anche gli immigrati privi di documenti hanno diritto a un giusto processo.

Grazia De Vincenzis

Giornalista con 25 anni di attività nel mondo dell’informazione cartacea, digitale e radiofonica.

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