Stranieri e Pubblica Amministrazione

In Italia gli immigrati possono entrare nella Pubblica Amministrazione. Dopo il Tribunale di Milano, che aveva accolto il ricorso di una straniera contro la clausola di un bando di gara della ALER che consentiva la partecipazione solo ai candidati italiani o comunitari, anche il Giudice di Biella ha ritenuto discriminatoria, e quindi illegittima, la limitazione posta dalla Azienda sanitaria locale BI ai soli cittadini dell’UE. Il caso in questione riguardava un’infermiera albanese regolarmente residente nel nostro Paese ma priva della cittadinanza italiana. Il Tribunale, oltre a ribadire che la riserva sulla base della nazionalità viola il principio di parità di trattamento in materia di occupazione, ha fatto anche presente che impedire agli infermieri stranieri di accedere ai concorsi pubblici è un controsenso, visto il loro largo impiego tramite contratti a termine o attraverso l’assunzione da parte delle agenzie di lavoro somministrato

Leggi la notizia “Assunzione senza discriminazione”

In allegato:
  • Tribunale di Biella, Ordinanza N° 345 - 2010
  • L’islamofobia della Spagna

    Secondo un’inchiesta del Ministero degli esteri spagnolo  il 53,6% dei cittadini avrebbe un’opinione negativa dei musulmani ed 1/3 circa degli intervistati sentimenti di forte ostilità nei confronti delle minoranze religiose non cattoliche. In particolare ebrei, cristiani ortodossi e protestanti. Pregiudizi assai diffusi anche tra i giovani universitari e che, in alcuni casi, sarebbero alla base di gravi episodi di discriminazione e violenza.

    LINK

    Stranieri d’Europa

    Secondo l’Eurostat 20 milioni di stranieri vivono legalmente nell’Ue: 7 milioni sono i cittadini di paesi europei non comunitari, 5 milioni gli africani, 4 milioni gli asiatici e 3,3 milioni quelli provenienti dalle Americhe. Inoltre, ben 11,9 milioni di cittadini comunitari vivono in un paese membro diverso da quello di cui hanno la nazionalità.

    In allegato:
  • EUROSTAT - Comunicato Stampa
  • Belgio, le discriminazioni fanno boom

    In Belgio, secondo il Centre pour l'égalité des chances et la lutte contre le racisme, nel 2009 è stato registrato un incremento del 30% degli episodi di discriminazione, innanzitutto a carattere razzista e, sia pure in maniera inferiore, nei confronti di disabili e minoranze religiose.

    In allegato:
  • Centre pour l'ègalitè des chances et la lutte contre le racisme - Discrimination diversite, 2009
  • Meno dell’1% i criminali rumeni in Francia

    In Francia, nel 2009, i rumeni rappresentavano lo 0,3% (708 persone) di tutti i cittadini stranieri condannati per un reato. I dati sono stati divulgati dal Ministero degli esteri di Bucarest. Secondo la stessa fonte, nessuno dei 500 Rom espulsi lo scorso mese dal Governo d’Oltralpe ha precedenti penali né in Francia né in Romania.

    LINK

    A scuola la diversità non aiuta l’integrazione

    Cade il mito delle scuole miste, con studenti provenienti di etnie e classi sociali diverse, quale efficiente strumento per l’integrazione di quelli più svantaggiati. E’ quanto emerge dalla ricerca pubblicata da Brusselsstudies. Che ha comparato due strutture scolastiche: la prima con una popolazione multiculturale e l’altra con una concentrazione etnica prevalente (turco-marocchina), rilevando che la mixité (eterogeneità) anziché diminuire aumenta il problema della segregazione. E produce, negli studenti appartenenti a minoranze sociali o etniche, comportamenti quali l’isolamento, l’apatia e la frustrazione. Tutto ciò non impedisce, inoltre, una differenzazione a carattere socio-economico delle iscrizioni degli studenti tra indirizzo generale e indirizzo tecnico-professionale, quest’ultimo preferito di gran lunga dai giovani più poveri, non intenzionati magari a prolungare gli studi successivi. Al contrario, le scuole a carattere etnico, favorirebbero un’identità personale più forte, capace di migliorare i rapporti con l’esterno, e un senso di solidarietà più marcato. Infine, tra l’uno e l’altro modello, non si registrano grandi differenze per quanto riguarda le performance scolastiche.

    In allegato:
  • Brussels studies - La mixité à l’école comme levier de réussite ? Ressources et limites de deux modèles bruxellois, 2010
  • Il Governo tedesco firma la Carta della diversità

    I ministri tedeschi Thomas de Maiziere e Maria Böhmer, in nome dell’Esecutivo, hanno aderito alla Carta della diversità per combattere, nel pubblico impiego, la discriminazione legata al sesso, all’orientamento sessuale, all’origine etnica, alla religione, all’età e all’handicap. La Carta è stata scritta nel dicembre 2006 e ad oggi è stata firmata da 800 imprese.

    LINK 1 - LINK 2

    Rom, espulsioni sproporzionate

    Due sentenze sfidano il programma di rimpatri coatti di cittadini europei di etnia rom lanciato in agosto dal presidente francese Nicolas Sarkozy. Il tribunale amministrativo di Lille, con due pronunciamenti datati rispettivamente 27 e 31 agosto, ha infatti rovesciato l’istanza di espulsione nei confronti di 11 appartenenti a questa minoranza. Motivo della decisione: il reato contestato agli imputati, l’occupazione illegale di un terreno, non “è sufficiente a caratterizzare una vera minaccia per l’ordine pubblico”. Implicitamente si fa riferimento al principio di “proporzionalità”enunciato nella direttiva europea del 2004 sulla libera circolazione. La stessa che l’Eliseo ha sino ad ora utilizzato come scudo giuridico per giustificare il novello giro di vite su nomadi e gitani. Ma, secondo i giudici di Lille, accamparsi illegittimamente su un suolo, privato o pubblico, è al massimo punibile con una sanzione amministrativa. Vale a dire una semplice contravvenzione. Non essendoci alcun rilievo penale, l’espulsione appare dunque sproporzionata rispetto al reato commesso. E secondo alcuni giuristi, se estesa a livello nazionale, questa interpretazione potrebbe invalidare circa la metà dei rimpatri sin qui effettuati.

    Manuale per i lavoratori stagionali

    Diritti, doveri, consigli pratici e indirizzi utili con lo scopo di contrastare il fenomeno dello sfruttamento del lavoro stagionale raccolti in una guida realizzata dall’associazioni Rumori Sinistri, in collaborazione con il Progetto Melting Pot Europa

    In allegato:
  • Ass. Rumori Sinistri "Guida informativa per i lavoratori e le lavoratrici stagionali comunitari e non..." , 2010
  • La discriminazione ha nome, cognome e indirizzo

    Non bastano il sesso, la razza o l’età ma, secondo un recente rapporto commissionato a Deloitte dal Ministero dell’immigrazione francese, anche il luogo di residenza e il nome pesano talvolta come discriminazioni nelle assunzioni. Tant’è vero che Oltralpe tra i giovani in età 15-24 delle aree urbane “sensibili” il tasso di disoccupazione è del 22%, quasi il doppio della media nazionale. Di qui le conclusioni della ricerca raccomandano che si riconosca legislativamente come speciale categoria ad hoc di discriminazione quella “socio-territoriale”. D’altra parte, più recenti pubblicazioni hanno sottolineato come il nome e cognome continuano a influire sulla scelta dei candidati da parte dei datori di lavoro. Le cifre riportate da Deloitte non lasciano dubbi: a parità di qualifica chi ha un patronimico maghrebino ha, rispetto ai francesi, l’80% di chance in meno di essere convocato per un colloquio di lavoro. Il che ha indotto il governo transalpino a varare nel 2006 una legge che obbliga le grandi società ad utilizzare il cosiddetto cv anonimo, anche se ciò non ha portato a grandi risultati. All’universo delle “nuove” discriminazioni si sommano quelle più  tradizionali. Ad esempio, sebbene il gap relativo al tasso d’istruzione sia stato quasi colmato, gli immigrati in cerca di impiego volano a quota 15% contro il 7% dei francesi.

    In allegato:
  • Deloitte - La promotion de la diversité dans les entreprises. Les meilleures expériences en France et à l’étranger, 2010