Il nuovo linguaggio della giustizia

La Commissione Europea ha presentato il 20 luglio scorso una proposta di direttiva sul diritto all’informazione nei procedimenti penali.  Punto centrale del documento sono le disposizioni in base alle quali, ogni cittadino UE indagato o imputato per un reato in uno degli stati membri deve essere informato del capo d’accusa e dei diritti di cui gode con un testo redatto nella sua lingua madre oppure in una a lui comprensibile. La direttiva passerà ora al vaglio di Consiglio e Parlamento Europeo e, se approvata, sarà compito dagli stati membri darle concreta applicazione. L’iniziativa rientra nella strategia di rafforzamento dello spazio europeo di giustizia e tiene conto del vertiginoso aumento degli spostamenti tra uno stato e l’altro UE dei cittadini comunitari: il 47% dei tedeschi, il 34% dei cittadini del Regno Unito e il 16% degli italiani va in vacanza all’estero.

In allegato:
  • European Parliament - Directive 2009/52/
  • Istruzioni condominiali multiculturali

    ممنوع البصق. Si dice così in arabo “Vietato sputare”. C’è da scommettere che in futuro di questi avvisi nei condomini italiani se ne vedranno sempre di più. In Emilia-Romagna, ad esempio, il Comune di Reggio Emilia ha pubblicato, nell’ambito del progetto TRAA (Territori in Rete per l’Accesso all’Alloggio) finanziato dal Ministero del lavoro, un vademecum che oltre ad aiutare gli italiani e gli stranieri nella ricerca della casa, ha come obiettivo quello di migliorare i rapporti tra i condomini di nazionalità diverse. Il testo, multilingue, fornisce anche informazioni utili relative a: contrattualistica, manutenzione ordinaria, utilizzo degli ascensori e degli spazi comuni, comunicazioni dell’amministratore e segnalazione di irregolarità o illegalità

    In allegato:
  • Comune di Reggio-Emilia - Intercultural handbook for condominiums - 2010
  • Comune di Reggio Emilia - 共管式公寓跨文化简明手册 - 2010
  • Comune di Reggio-Emilia - Prontuario interculturale di condominio - 2010
  • Il welfare è senza patria

    In Italia escludere gli stranieri dai servizi socio-assistenziali è un atto di discriminazione. E’ quanto stabilito dal Tribunale di Bergamo esprimendosi contro un avviso pubblico del Comune di Villa d’Ogna che limitava  l’erogazione del contributo di disoccupazione ai soli residenti italiani in situazione di disagio. Esclusi, invece, gli immigrati regolari e i rifugiati. Il Giudice ha fatto presente che, nel riconoscimento di un beneficio sociale, la legislazione nazionale prevede la parità di trattamento indipendentemente dalla razza e dall’origine etnica. Una sentenza non senza precedenti. In passato, il Tribunale di Udine aveva accolto  il ricorso di un rumeno che si era visto negare il bonus bebé perché residente nel nostro Paese da meno di 10 anni, come previsto dalla legge regionale del Friuli-Venezia Giulia, che introduceva il requisito di anzianità di residenza per ottenere l’assegno di natalità

    In allegato:
  • Tribunale di Bergamo - ordinanza n. 477/2010
  • No al burqa: una questione di sicurezza

    Il Comitato per l’islam italiano ha consegnato oggi al Ministro degli Interni un parere sulle proposte di legge presentate in Parlamento riguardanti l’uso pubblico di indumenti come il burqa e il niqab. Il Comitato ha suggerito che le future norme evitino ogni specifico riferimento all’islam, al velo o alla condizione della donna musulmana puntando ad una “deconfessionalizzazione” del problema

    In allegato:
  • Ministero dell'Interno - Comunicato stampa
  • Il Regno Unito fa “l’indiano”

    In partenza per i mondiali di lacrosse di Manchester, la nazionale irochese si è vista negare il visto d’ingresso dalle autorità britanniche. Motivo dell’incidente diplomatico: gli atleti, discendenti di cinque tribù di nativi d’America, avrebbero optato per viaggiare con il proprio non riconosciuto passaporto, piuttosto che con quello degli USA, sul cui suolo effettivamente risiedono.

    Gran Bretagna, boom di immigrati entro il 2051

    In Gran Bretagna la percentuale di neri, asiatici e altre minoranze etniche crescerà più velocemente dei britannici e degli irlandesi, raggiungendo il 20% della popolazione entro il 2051. Sono le stime di uno studio dell'Università di Leeds, che attribuisce alle nuove nascite più che all'arrivo di altri immigrati il boom demografico degli stranieri. Al momento, quest'ultimi rappresentano l'8% della popolazione del Regno Unito.

    LINK 1
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    Voglia di emigrare

    Secondo l’ultimo Eurobarometro il 17% degli europei non avrebbe nulla in contrario ad andare a lavorare all’estero. Una percentuale media che nasconde, però, notevoli differenze tra i diversi paesi Ue: tra i danesi, infatti, i favorevoli superano il 50%  mentre tra gli italiani sono appena il 4%.

    In allegato:
  • Eurobarometer - Geographical and labour market mobility - 2010
  • L’integrazione in Italia

    Dal VII rapporto Cnel sul grado di inserimento socio-occupazionale degli immigrati in Italia emerge che è l’Emilia Romagna la Regione con il potenziale di integrazione più alto: 60,82 (su una scala da 1 a 100). Seguono il Friuli Venezia Giulia (59,29), la Lombardia e il Lazio (57 punti ciascuna), il Veneto (55,04), il Trentino Alto Adige (54,48) e la Toscana (50,42)

    In allegato:
  • Cnel - Comunicato stampa