Il fisico portentoso le condanna fin da piccole

Negli USA la discriminazione verso le ragazze nere inizia nelle scuole materne. Dove sono vittime di quella che tecnicamente è definita adultificazione. Che spinge il personale docente a percepirle, rispetto alle coetanee bianche, più mature, smaliziate, aggressive e con una spiccata sessualità. Secondo i ricercatori della Georgetown Law’s Center on Poverty and Inequality, questo induce i docenti a trattare le black girl, in confronto al resto della classe, con maggiore severità. Tanto è vero che, ad esempio, hanno, rispetto alla media, una probabilità cinque volte maggiore di essere sospese. Ad alimentare il fenomeno, sostiene Jamilia Blake – tra le autrice dello studio – sarebbero gli stereotipi legati al colore della pelle. E in particolare quello che vede le donne nere come forti, aggressive e troppo sessualizzate: un pregiudizio che affonda le sue radici fin dai tempi della schiavitù.

 

In allegato:
  • Center on Poverty and Inequality Georgetown Law - Girlhood Interrupted: The Erasure of Black Girls’ Childhood, 2017
  • Ha tradito Le Pen per un rifugiato iraniano

    Quella tra Béatrice Huret e Moktar non è una storia d’amore come le altre. Visto che il connubio tra una quarantacinquenne francese, fino ad un paio d’anni fa seguace dell’ultra razzista Marine LePen, ed un giovane migrante iraniano è, a dir poco, anticonvenzionale. Così come il luogo dove è scattata la “loro” scintilla: la tristemente nota “giungla" di Calais. Un campo profughi, che di romantico ha ben poco, di oltre 10 mila tra uomini, donne e bambini in attesa di riuscire ad attraversare la Manica per raggiungere Regno Unito. Tra loro Moktar, professore iraniano di 34 anni, fuggito dal suo paese dopo essersi convertito al cristianesimo.

    Quando si sono incontrati Béatrice era una giovane recluta del volontariato mossa dal desiderio di fare qualcosa per aiutare tutte quelle persone che vivevano in condizioni disumane a soli 20 km da casa. Una scoperta inaspettata per una lepenista fervente con tanto di tessera del Front National. Cui si era iscritta non solo perché al marito, poliziotto, era vietato ma anche per la sincera preoccupazione che le dava l’arrivo di tante facce straniere.

    Rimasta vedova la sua vita è, sia pur lentamente, cambiata. Iniziando a portare cibo e vestiti agli “ospiti” della giungla ha, infatti, conosciuto un’umanità che non sapeva esistesse. Fino ad incrociare due occhi scuri che l’hanno ammaliata: “Ero seduta e lui mi si è avvicinato molto dolcemente chiedendomi se volessi una tazza di tè. È stato amore a prima vista" ha detto.

    Ma come in ogni vera storia d'amore gli ostacoli non sono certo mancati. A partire da quello della lingua: niente francese per lui, troppo poco inglese per lei. Ed oggi sono addirittura costretti a vivere la loro passione via webcam. Dopo che Moktar è riuscito a raggiungere “la terra promessa”. Grazie proprio all’aiuto di Béatrice che ha rimediato per lui ed altri due rifugiati una piccola barca: “Li ho vestiti come se fossero usciti per una gita di pesca”. Una gita che, però, ha rischiato di finire in tragedia se non fosse stato per l’arrivo ed il salvataggio dei tre da parte della guardia costiera di Sua Maestà.
    Moktar, ottenuto l’asilo vive adesso in un ostello per rifugiati a Sheffield. Dove Béatrice, cui le autorità di frontiera britanniche hanno vietato di trasferirsi sul suolo di Albione, si reca in visita ogni due settimane con il traghetto. Eppure, nonostante un futuro tutt’altro che roseo lei non ha dubbi: “ne è valsa la pena. Si fa di tutto per amore”.

    Per paura di Trump cercano una lei canadese con tanto di passaporto

    Maple Match è la nuovissima app dedicata agli americani in cerca non solo d’amore, ma anche di un permesso di soggiorno in Canada. Una manna dal cielo per i tanti yankee che un minuto dopo la proclamazione di Trump alla Casa Bianca hanno intasato il sito web dell’immigration canadese per avere informazioni sui documenti necessari per entrare nel paese. E quale modo migliore per farlo se non trovandosi un partner autoctono? Iscriversi a Maple Match è semplice. Basta specificare nome, sesso ed età. E compilare un questionario sulle proprie idee, politiche e non solo. Come ad esempio: Che ne pensi dei matrimoni gay?Hai mai avuto un appuntamento con qualcuno che ti ha confessato di votare Trump? Andresti a cena con un conservatore?”.

     

    In un condominio di pariolini tedeschi arriva un inquilino rifugiato

    Willkommen bei den Hartmanns (Benvenuti in casa Hartmanns) è la prima sit-com tedesca sulla crisi dei rifugiati. Protagonista Diallo, richiedente asilo nigeriano accolto da una famiglia alto-borghese di un elegante quartiere di Monaco. Le reazioni dei condomini e del vicinato sono diverse e ben sintetizzate, ad esempio, dalla scena degli scontri davanti casa degli Hartmanns tra i nazionalisti patriottici stile Pegida (movimento politico di estrema destra) e gli attivisti di sinistra. L’originalità di questo esperimento sta proprio nell’esaminare un tema così delicato e controverso in chiave semiseria. La struttura della comedy, infatti, permette di rappresentare in modo fedele, ma senza rinunciare al lato dell’intrattenimento, il modo in cui si è reagito in Germania all’arrivo di più di un milione tra immigrati e rifugiati dall’inizio del 2015. Un unicum nel panorama mondiale. Visto che fino ad ora per affrontare l’argomento si è sempre prediletto il genere del documentario. Come ha fatto il nostro Gianfranco Rosi con Fuocoammare, per portare sul grande schermo l’emergenza immigrazione a Lampedusa.

    Farmacie senza barriere linguistiche per gli immigrati in Germania

    Aiutare i disabili intellettivi e gli stranieri che non conoscono perfettamente il tedesco a prendersi cura della propria salute. È questo il nuovo progetto “UKAPO – Unterstützte Kommunikation in der Apotheke”, che prevede la distribuzione in ogni farmacia di un libro contenente centinaia di immagini esplicative di ogni tipo di disturbo. I cosiddetti pittogrammi non solo riproducono tutte le situazioni tipiche in cui può trovarsi un paziente, ma anche i trattamenti e le terapie che l’operatore sanitario può prescrivere. In questo modo, l'Istituto di Educazione Speciale e Riabilitazione dell’Università di Oldenburg e l'Ordine dei farmacisti della Bassa Sassonia che l’hanno brevettato, credono di poter far fronte ai molti problemi che si creano in campo medico, quando sono presenti barriere linguistiche. Che non coinvolgono unicamente turisti o persone trasferitesi nel Paese da poco tempo, ma soprattutto chi convive con una disabilità o, a seguito di un ictus o della demenza, riscontra enormi difficoltà nel parlare e nel capire.

    Un bando per migliorare la vita dei rifugiati

    Sono stati appena annunciati i 25 finalisti della Refugee Challenge. Ovvero del bando per rendere gli alloggi dei rifugiati migliori e più vivibili, che era stata la piattaforma olandese What Design Can Do insieme ad UHCRN e IKEA. Ad accogliere l'invito erano state centinaia tra associazioni e privati, per un totale di 631 proposte che parlavano ben 70 lingue diverse. Tra queste ne verranno poi selezionate solo 5, le quali riceveranno 10.000 euro per dar vita ai loro progetti. Questi ultimi devono tutti rispondere alla necessità di rendere la permanenza di chi scappa dal proprio Paese il più confortevole possibile. Per questo si deve partire da fatti concreti: le idee vincenti spaziano dalla app che vuole dare voce ai rifugiati per dar loro la possibilità di dare un giudizio sul luogo dove vivono all'installazione video permanente che permette di capire cosa voglia dire davvero indossare le scarpe di un rifugiato. Anche solo per un giorno.
     

    Gli abusi subiti dalle lavoratrici domestiche immigrate

    In occasione della Giornata Internazionale delle Lavoratrici Domestiche, Human Rights Watch ha pubblicato un report che denuncia le enormi difficoltà affrontate da questa categoria di immigrate. Sono quasi 12 milioni in totale le donne che lasciano il proprio paese d'origine per andare a fare le pulizie o a badare agli anziani nelle case straniere. La maggioranza dello stipendio viene poi inviato alle famiglie in attesa nelle città natale, che spesso versano in condizioni economiche disastrose. Ma ad aggravare la situazione delle lavoratrici domestiche ci sono anche le forme di abuso o di violenza che subiscono quasi tutte - almeno una volta nella vita. Possono essere di tipo verbale o anche fisico. E non si allude solamente a forme conclamate come lo stupro, ma anche ad altre, più sottili. "Il padrone di casa mi tirava i capelli e mi bruciava le piante dei piedi con l'acqua bollente": questa è solo una delle scioccanti testimonianze raccolte nel report.

    La Corte di giustizia UE aiuta Cameron contro i Brexit

    A pochi giorni dal delicatissimo referendum su Brexit, una sentenza della Corte di Giustizia Europea fa sorridere Cameron. Per la semplice ragione che dà una veste legale a quanto il premier inglese aveva mesi fa strappato politicamente ai partner UE. Infatti, secondo i supremi giudici, l’Inghilterra ha il diritto, per evitare uno sforamento dei conti pubblici, di negare le prestazioni sociali agli immigrati che non risiedono abitualmente sul suo territorio. In particolare per quanto riguarda le prestazioni sociali relative ai familiari ancora presenti nei paesi di origine. Un dispositivo che mette all'angolo la Commissione che anni addietro si era sentita in dovere di trascinare in tribunale il governo inglese. Perché convinta che vietare agli immigrati presenti nel paese da meno di 5 anni il diritto di beneficiare dei cosiddetti child benefit (agevolazioni fiscali per i figli a carico) rappresentasse una discriminazione tra europei e non europei. 

    In allegato:
  • Corte di giustizia dell’Unione europea COMUNICATO STAMPA
  • Dopo quella dei terroristi arriva l’app degli anti-terroristi

    Il Ministero dell'Interno francese ha appena lanciato un'app anti-terrorismo. Scelta quanto mai azzeccata, viste le grandi folle che si riverseranno nelle principali città del Vecchio Continente da domani per gli Europei di calcio. Si tratta di SAIP (acronimo di Sistema di Allerta e di Informazione della Popolazione): realizzata per avvisare le persone nel caso in cui si verificasse anche il solo (fondato) sospetto di un attacco imminente, di una bomba in città o di una sparatoria. Inoltre, onde evitare che un potenziale ostaggio venga notato dai terroristi a causa dello smartphone, l'app invia una notifica meramente visiva per segnalare l'emergenza, non utilizzando suoni o vibrazione. Immediatamente, permette poi a chiunque si trovi in pericolo di segnalarlo e di ricevere indicazioni precise di cosa fare per mettersi in salvo. Evitando, in questo modo, di incappare in errori che potrebbero anche essere fatali.