Caduto il muro spera negli errori altrui

Il futuro di Trump dipende dai democratici. Sembra assurdo, eppure è così. Visto che, per come si sono messe le cose, solo un errore politico dei suoi avversari può, forse, consentire al tycoon newyorkese di uscire dall’angolo in cui la fissazione del Muro l’ha cacciato. Una situazione di difficoltà che il discorso sullo Stato dell’Unione pronunciato l’altra sera ha, se possibile, ulteriormente aggravata. Costringendolo a commettere l’errore che un politico in caduta libera nei consensi non dovrebbe mai fare: tacere sui problemi e, per non riconoscere di aver sbagliato, parlare d’altro. Cosa che invece Trump ha fatto con spavalda protervia. Al punto che nel suo non breve intervento (il secondo più lungo speech presidenziale dopo quello pronunciato da Bill Clinton nel 2000) dello shutdown provocato dal braccio di ferro sul finanziamento del Muro non ha neppure pronunciata la parola.

Una scelta opportunistica che rischia, però, di rilevarsi disastrosa. Intanto perché non ha offerto il doveroso conforto alla parte “popolare” del suo elettorato che non ha gradito vedere per tre settimane milioni di americani lasciati a casa senza stipendio per una causa che molti considerano più un impuntatura politica che un problema del loro vivere quotidiano. Ma soprattutto perché non ha fornito, come si sarebbe aspettato dal Presidente, una possibile, accettabile soluzione del problema quando scadrà il prossimo 15 del mese la tregua concordata con l’opposizione democratica. Che dal canto suo dovrà però calibrare con attenzione le proprie mosse. Per evitare, come invece silenziosamente Trump ed i suoi sperano, che la sua ferma, e al momento vincente, opposizione all’aggressivo populismo divisivo trumpista si traduca in una pericolosa radicalizzazione a sinistra della sua offerta politica. Con il risultato di consentire a Donald di rimettere nel sacco le pive perdute sul Muro anticlandestini.

Guido Bolaffi

Direttore di WEST. Laureato con lode in Lettere e Filosofia presso l'Università di Roma La Sapienza nel 1969, consegue il diploma di specializzazione in Sociologia e Ricerca Sociale nel 1972. È ...

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