Calano le rimesse degli immigrati che lavorano in Italia

In 10 anni, le rimesse degli immigrati che lavorano in Italia hanno raggiunto quota €64,5 miliardi. Passando da €3,9 miliardi nel 2005 a oltre €5,2 miliardi nel 2015. Da notare, però, che a partire dal 2011, quando il totale è stato di quasi €7,4 miliardi, si è assistito a una sensibile e progressiva contrazione delle somme. Sul confronto europeo, il nostro Paese, si piazza al terzo posto, dopo Francia e Spagna, per quanto riguarda il volume del denaro verso l’estero. Le Regioni dalle quali partono più soldi sono la Lombardia (€1 miliardo e 156,6 milioni in un anno), il Lazio (€920,2 milioni), la Toscana (€564,1 milioni), l’Emilia-Romagna (€449,7 milioni), il Veneto (€411,3 milioni) e il Piemonte (€303,984 milioni). Mentre, gli stranieri che trasferiscono in Madrepatria i quantitativi maggiori sono i romeni (€847,621 milioni), i cinesi (€557,318 milioni), i bengalesi (€435,333 milioni) e i filippini (€355,360 milioni). A seguire, fortemente distanziati, si collocano quelli provenienti dal Marocco (€262,851 milioni), dal Senegal (€261,883 milioni), dall’India (€248,363 milioni), dal Perù (€205,038 milioni), dallo Sri Lanka (€175,539 milioni) e dal Pakistan (€166,776 milioni). I dati sono frutto di un’analisi del Centro Studi “ImpresaLavoro” su elaborazione di stime Bankitalia.

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