Cambia la strategia anti-trafficanti

Il business dell’immigrazione non si ferma né con i blocchi navali né con le chiusure dei porti. E così tramontata l’era dei gommoni, gli scafisti sono tornati al vecchio metodo della nave-madre. La conferma arriva da una recente operazione della Guardia di Finanza e Frontex coordinata dalla Procura di Agrigento. Nei giorni scorsi, infatti, un aereo-pattuglia si è imbattuto in un peschereccio che stava trainando un barcone all'apparenza vuoto, per poi sganciarlo e lasciarlo alla deriva a poche miglia da Lampedusa. Un’operazione che ha insospettito e allertato la Guardia di Finanza. Che è riuscita in contemporanea a mettere in salvo i 68 immigrati nascosti nella stiva del barchino e a bloccare il peschereccio, ancora in acque internazionali, arrestando 6 egiziani con l'accusa di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina.

Una dinamica collaudata che è usata sempre più di frequente nel Canale di Sicilia. La Procura di Agrigento, infatti, pur riconoscendo che negli ultimi 2 anni gli sbarchi sono calati di quasi l’80%, ha tuttavia constatato un’inversione di tendenza nel periodo settembre-novembre con l’arrivo di circa 1.300 immigrati. Nonostante la stretta imposta a inizio a estate dal Viminale.