Cos’è e com’è nata Alternative für Deutschland

Per la prima volta dalla Seconda Guerra Mondiale, con lo slogan "Germany first", che ricorda da vicino l'"America first" di Donald Trump, un partito di destra entra nel Parlamento tedesco. Alle elezioni politiche di ieri in Germania, l’Alternative für Deutschland (AFD) ha, infatti, conquistao il 12,4% dei voti ed eletto 94 deputati. Fondato da un gruppo di intellettuali anti-euro guidati dal Professor Bernd Lucke, ha esordito alle elezioni politiche 2013 senza riuscire superare la soglia di sbarramento del 5% (si fermò al 4,7%) necessaria per accedere alla ripartizione dei seggi parlamentari. Il successo è arrivato un paio di anni dopo. Tutto merito di Frauke Petry, che dopo aver scalzato dal vertice Bernd Lucke, ha spostato l'asse di AFD su posizioni di estrema destra flirtando con il movimento islamofobo tedesco Pegida e criticando le politiche di accoglienza dei migranti di Angela Merkel. Una ricetta vincente che ha trasformato il partito in un formidabile catalizzatore dei timori suscitati in molti cittadini dall'emergenza rifugiati e dagli attentati jihadisti che hanno colpito la Germania. Sotto la leadership di Petry, Afd è, così, entrato in ben 10 dei 16 parlamenti regionali. Ma con il successo sono arrivate quelle su cui oggi tutti i nemici di questo movimento puntano (o sperano): le divisioni interne. Che, non a caso, hanno costretto anche Petry a gettare la spugna per lasciare spazio al tandem Alice Weidel, lesbica sposata con una svizzera di origini srilankesi, e l’avvocato ultrasettantenne Alexander Gauland. Sono loro gli artefici del successo di ieri.

Giuseppe Terranova

Vice-direttore di West. Docente di Storia e Istituzioni dell'Africa, Geopolitica e Geoeconomia all'Università Niccolò Cusano di Roma. Insegna nei Master in Governo dei flussi migratori e African Studies della Link ...

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