Clandestini in trappola con i telefonini

La lotta di Trump all’immigrazione clandestina non conosce davvero confini. Nella battaglia entra ora anche il cyberspionaggio. Infatti secondo un rapporto pubblicato dal Wall Street Journal [1] l’amministrazione americana, acquistato l’accesso a un database commerciale che mappa i movimenti di milioni di smartphone negli Stati Uniti, lo sta impiegando per controllare i movimenti dei clandestini presenti nel Paese o di quelli che tentano di attraversare il confine con il Messico. I dati sono raccolti dalle app per giochi, previsioni meteo e acquisti online di telefoni e tablet alle quali gli utenti hanno dato il permesso di registrare il luogo in cui si trovano. Il governo federale, rivela il WSJ, ha acquistato il data base da una società chiamata Venntel, che a sua volta li ha comprati da diverse società di marketing.

Nel solo 2018 l’ICE, l’agenzia del Dipartimento per la Sicurezza nazionale che controlla le frontiere, ha comprato da Venntel licenze per un valore di oltre 190mila dollari. Le autorità federali non hanno né smentito né confermato l’uso dei dati nella caccia agli immigrati illegali. Una conferma, anche se indiretta, arriva però dai vertici dell’ICE. Che per pubblicizzare il brillante risultato di un’operazione che ha consentito di scoprire un tunnel sotterraneo che dal Messico sbucava all’interno di un locale in disuso a San Luis in Arizona, hanno fatto esplicito riferimento alla mappatura dei dati degli smartphone.

Il modo in cui il governo sta ottenendo queste informazioni rientra in una zona grigia che apre serissimi interrogativi sulla sempre più estesa sorveglianza commerciale che i colossi del web esercitano sui privati cittadini. E non è solo questione di privacy. Perché secondo il Wall Street Journal nel caso in questione il governo starebbe violando una sentenza della Corte Suprema. Che, nel caso Carpenter vs United States del 2017, aveva stabilito che le forze dell’ordine solo su mandato della magistratura possono acquisire informazioni relative alla localizzazione dei cellulari. Ma per gli avvocati del Dipartimento della Sicurezza Nazionale il caso non si applica a questa circostanza perché il governo sta acquistando dati già disponibili per fini commerciali. Questo rapporto è solo l’ultimo in ordine di tempo a rivelare come i funzionari federali usino tattiche spregiudicate al solo fine di perseguire l’agenda dettata dalla Casa Bianca.