Cresce l’antisemitismo in Europa

Cresce l’antisemitismo in Europa. Dopo oltre 70 anni dall'orrore della Shoah la comunità ebraica si sente di nuovo minacciata. A lanciare l’allarme l'Agenzia Ue per i diritti fondamentali (Fra) sulla base di un sondaggio realizzato in 12 Stati UE che ospitano il 96% degli ebrei del Vecchio Continente. Che in maggioranza (90%) denunciano la crescita di atti antisemiti negli ultimi 5 anni. Al punto da avere pensato nel 40% dei casi di lasciare il Paese in cui vivono. Secondo lo studio, l’avversione nei confronti degli ebrei sembra essere così radicata nella società che l'80% delle aggressioni non viene neanche denunciato alle forze dell’ordine.

Di qui l’invito agli Stati membri del direttore della Fra, Michael O'Flaherty, “a intensificare i loro sforzi per prevenire e combattere il fenomeno”. Ma secondo il sondaggio il 70% degli intervistati punta il dito proprio contro i politici ritenuti le principali fonti di attacchi alle comunità ebraiche. E non è un caso se il vice presidente della Commissione, Frans Timmermans cita l’Ungheria dove il finanziere George Soros è vittima di una campagna antisemita guidata dal premier Orban. Ma anche in Francia la situazione non è delle migliori, dopo gli ultimi episodi di sangue gli ebrei francesi si sentono sotto attacco e il 45% pensa di emigrare. Stessa percentuale anche per gli ebrei tedeschi. Solo 5 anni fa era il 25%.

Grazia De Vincenzis

Giornalista con 25 anni di attività nel mondo dell’informazione cartacea, digitale e radiofonica.

Iscriviti alla newsletter: