Da Jerry Masslo a Mondragone non è cambiato niente

A cosa sono serviti trent’anni di sanatorie in Italia? E’ quello che viene da chiedersi di fronte alle condizioni abitative, sociali e lavorative dei braccianti bulgari irregolari contagiati dal Covid-19 a Mondragone. Sfruttati alla luce del sole nei campi del casertano, sono adesso confinati e mal visti dalla popolazione autoctona nei fatiscenti palazzi ex-Cirio.

Li chiamano invisibili. Ma di loro sappiamo tutto: dai dati anagrafici, al luogo di residenza fino ad arrivare ai datori di lavoro che di questa manodopera irregolare e sotto pagata fa, da sempre, quello che vuole . Non sembra, infatti, cambiato molto da quel lontano 25 agosto 1989 quando a Villa Literno (25 km da Mondragone) l’omicidio del rifugiato e attivista sudafricano Jerry Masslo svelò all’Italia intera i vizi del mercato clandestino dell’immigrazione stagionale. Che vedeva in questi immigrati gli ingranaggi ideali per sostenere un sistema agricolo arretrato e fuori dalle regole. Scoprimmo all’improvviso il caporalato, le baracche, i ghetti, gli schiavi del nuovo tipo, etc. Orrori che un robusto e trasversale schieramento politico pensò di combattere, e guarire, con una serie di regolarizzazioni a ripetizione.

In nome di questo nobile fine l’Italia è oggi saldamente al comando nella speciale classifica internazionale dei pochi paesi che hanno fatto sistematicamente ricorso a questo tipo di provvedimenti anziché ad una vera e seria politica migratoria. Tuttavia, qui la grande unicità del caso italiano, nel corso del tempo col numero dei sanati è cresciuto, o nella migliore delle ipotesi è rimasto invariato, quello dei ghetti abitati da quelli che per opportunismo definiamo invisibili. Insomma, è come assumere overdose di paracetamolo e non vedere calare la febbre.

A fronte di questo mismatch tra rimedio e male, questo schieramento trasversale pro-sanatoria continua, imperterrito come nulla fosse sempre sulla stessa strada. Tant’è che nel recente Decreto Rilancio Italia, ha trovato posto un discusso provvedimento di regolarizzazione presentato come necessario per rispondere durante la pandemia alla mancanza di manodopera straniera stagionale nei campi e garantire il diritto alla salute e al lavoro legale degli immigrati irregolari soprattutto nel settore agricolo. Cosa che, purtroppo, non è servito, ancora una volta, ad evitare il prevedibile, ennesimo disastro di Mondragone.

Giuseppe Terranova

Vice-direttore di West. Docente di Storia e Istituzioni dell'Africa, Geopolitica e Geoeconomia all'Università Niccolò Cusano di Roma. Insegna nei Master in Governo dei flussi migratori e African Studies della Link ...

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