Diminuiscono gli sbarchi e le Ong tacciono

Sembra passato un secolo dal dicembre 2016 quando denunciavamo da queste colonne la nobile inconsapevolezza delle ONG che salvando vite nel Mediterraneo alimentavano il business dei trafficanti di esseri umani. All’epoca alcuni esponenti dell’associazionismo ci accusarono di fare informazione faziosa e parziale. Oggi prendiamo atto che loro avevano torto, noi ragione. Sia pur con l’innocenza di un bambino, le imbarcazioni del volontariato hanno, per lungo tempo, sostenuto l’immigrazione illegale nel lembo d’acqua che divide la Sicilia dall’Africa. A spezzare questo pericolosissimo circolo vizioso, è stato il ministro dell’Interno Marco Minniti. Perché ha fatto sua la battaglia di chi vuole contro chi non vuole governare l’immigrazione. Per vincerla si è mosso su due fronti.

Il primo: il codice di condotta delle Ong. Che ha imposto ordine e regole ai natanti che per troppo tempo avevano contribuito, senza neanche accorgersene, a trasformare il Mare Nostrum in Mare Vostrum alla mercé di trafficker senza scrupoli.

Il secondo: ha riallacciato i rapporti con le autorità libiche. Dagli esponenti politici ai generali fino ad arrivare ai sindaci delle principali città costiere e ai capi tribù che solo Muhammar Gheddafi era riuscito a mettere d’accordo. E non si è trattato di semplici strette di mano. A destra e a manca, in cambio di finanziamenti italiani (ed europei), il responsabile del Viminale ha messo in piedi una Santa Alleanza contro il traffico di esseri umani verso il nostro Paese. Una sofisticatissima e complessa tela diplomatica che, dati alla mano, ha portato i risultati sperati. I numeri raccontano, infatti, un crollo verticale degli arrivi. I migranti sbarcati sulle nostre coste a luglio ed agosto, rispetto allo stesso periodo del 2016, sono diminuiti del 68%: 44.846 contro 14.391.

Di fronte a questi risultati, non può sorprendere che lunedì scorso, al Vertice di Parigi sui migranti, Francia, Germania e Spagna abbiano promosso la strategia-Minniti su tutta la linea. Con l’accordo a quattro siglato nella capitale francese il pallino dell’emergenza immigrazione è passato dalle organizzazioni criminali internazionali ai governi UE. Frenare i flussi migratori illegali, accelerare quelli legali. Tant’è che il nucleo centrale della nuova intesa è la selezione ab origine, sotto egida Unhcr, in Ciad o in Niger, di chi ha le carte in regole per vedersi riconosciuto lo status di rifugiato in Europa.

Quanto basta per smentire quei cantori, di destra e di sinistra, ai quali fa comodo descrivere l’immigrazione imprevedibile e ingestibile come e peggio di un terremoto.

Giuseppe Terranova

Vice-direttore di West. Docente di Storia e Istituzioni dell'Africa, Geopolitica e Geoeconomia all'Università Niccolò Cusano di Roma. Insegna nei Master in Governo dei flussi migratori e African Studies della Link ...

No Mare Vostrum

Un gioco di parole sull’espressione Mare Nostrum, come è chiamato il Mar Mediterraneo. Non vogliamo che il tema dei salvataggi sia oggetto di scontro tra le autorità di diversi Paesi, le ONG e l’Unione europea, ma che sia una responsabilità condivisa. Per questo diciamo No Mare Vostrum.

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