Dopo Brexit e Trump i left behind scuotono la Germania

Dopo la vittoria in Inghilterra della Brexit e lo sfondamento di Trump negli USA il mezzo terremoto delle recenti elezioni in Germania conferma che nelle società di punta dell’Occidente industrializzato è in atto quella che Ronald Inghelart e Pippa Norris hanno genialmente definito come una silent revolution on the contrary. Messa in atto dai “lasciati indietro” di questi paesi per dire basta ad un sistema di regole sociali e di valori culturali che li ha ridotti a viver quasi fossero estranei a casa loro. Più una rivolta che una protesta perché, sostiene Tiziano Bonazzi, composta "non solo di poveri e di esclusi, bensì di persone che si sentono homeless at home, senza casa propria, vale a dire derubati dei loro sentimenti”.

Una verità che obbliga a riflettere. Perché le cause scatenanti di tanto malcontento non sono, come da molte parti ci si ostina a voler credere, solo materiali. E per risolvere le quali basterebbe allargare i cordoni della borsa ed aumentare la spesa pubblica. Ma soprattutto cultural-esitenziali. Perché riguardano l’identità di interi gruppi sociali che messi fuori gioco dall’ età avanzata, dal basso livello di istruzione o dall’appartenenza etnica lottano per fermare l’onda imperante dei valori post-materiali e del cosmopolitismo multiculturale pro-diversità professato dalle élite. Che per molti anni hanno sottovalutato o, peggio ancora fatto finta di non vedere, lo spaesamento prodotto tra i left behind da un’immigrazione che nel giro di pochi anni ha cambiato gli stili di vita, il profilo demografico, i linguaggi e gli usi di quella da loro considerata da sempre solo come casa propria. Se le cose stanno così, visto che nessuno può pensare di fermare la storia per tornare indietro, i pericoli da cui guardarsi sono fondamentalmente due.

Il primo è quello degli arruffapopolo che, sfruttando le paure e le tensioni di questo mondo in rivolta, ne cercano il consenso smerciando come futuro la nostalgia del bel tempo andato.

Il secondo, meno cialtronesco ma non meno pericoloso, di quelli che come il manzoniano Don Ferrante preferiscono “mota non quietare e quieta non movere” in attesa che passi la nottata.