Doppio passaporto, l’Ue in ordine sparso

Quella della cosiddetta doppia cittadinanza è una delle questioni più controverse e poco note del dibattito sull’immigrazione. Parliamo della possibilità per gli immigrati di ottenere il passaporto del Paese ospitante, senza perdere quello dello stato di origine. Nei confronti di questo istituto in Europa, contrariamente a quanto si è registrato fino agli anni Sessanta del secolo scorso, prevale oggi un orientamento giuridico di maggiore tolleranza. Per almeno tre fattori: la nascita di norme più efficaci contro la discriminazione di genere; un lungo periodo di pace nelle relazioni internazionali; un cambiamento di percezione degli interessi statali nell’ambito della migrazione.

Con l’aggiunta che nel Vecchio Continente, l’approvazione di norme contro la discriminazione di genere ha consentito ai figli di coppie miste di ereditare la cittadinanza non solo dai padri ma anche dalle madri.

Un mutamento accelerato anche dal cambio di strategia dei paesi di origine che tradizionalmente guardavano i loro emigrati come una risorsa persa, ma in seguito, ne hanno scoperto il valore economico e politico. Prendendo atto che privare gli emigrati della loro cittadinanza dopo la naturalizzazione nel paese di insediamento, significava tagliare inutilmente quei legami che facilitavano l’arrivo in patria di ingenti rimesse o che li aiutavano ad acquisire appoggio politico in un paese straniero.

Di seguito una breve rassegna di quanto previsto in materia negli ordinamenti dei principali Paesi UE:

ITALIA. E’ ammessa la doppia cittadinanza. Con il decreto ministeriale del 7 ottobre 2004 è stato, infatti, abolito l’obbligo per gli stranieri che diventano cittadini italiani di rinunciare alla cittadinanza di origine.

FRANCIA. E’ ammessa la doppia cittadinanza. Il possesso di una o più altre nazionalità non ha, in linea di principio, alcuna incidenza sulla cittadinanza francese. La legge non richiede, infatti, che uno straniero diventato francese rinunci alla sua cittadinanza di origine o che un francese diventato straniero rinunci alla cittadinanza francese. La Francia non stabilisce distinzioni fra coloro che hanno una doppia cittadinanza e tutti gli altri francesi per quanto riguarda i diritti e i doveri legati alla cittadinanza.

INGHILTERRA. È ammessa la doppia cittadinanza. Nel Regno Unito, a differenza che in Germania o in Spagna, il possesso di una o più altre nazionalità non ha, in linea di principio, alcuna incidenza sulla cittadinanza britannica.

GERMANIA. Non è ammessa la doppia cittadinanza, salvo in alcuni casi. Per i cittadini svizzeri ed europei sulla base del principio di reciprocità. E per i figli degli immigrati nati in Germania, visto che dal 2014 è stato abolito il cosiddetto Optiospflicht: l’obbligo di scegliere una sola nazionalità – quella tedesca o quella della famiglia di origine – al compimento dei 23 anni.

SPAGNA. Non è ammessa la doppia cittadinanza, salva in alcuni casi. Ossia quelli previsti dall'art.11, comma 3 della Costituzione, che riguardano gli stranieri provenienti dall'America latina e da Andorra, Filippine Guinea Equatoriale e Portogallo. Lo stesso articolo, infine, introduce il principio generale del divieto della privazione della cittadinanza nei confronti degli spagnoli d’origine.