Dover come Lampedusa

Anche se da noi pochi ne parlano, il Canale della Manica (poco più di 30 chilometri separano le coste francesi da quelle del Regno Unito) è diventato negli ultimi anni una delle nuove rotte migratorie più battute d’Europa. Un fenomeno i cui numeri, pur se lontanamente paragonabili a quelli del Mediterraneo, sta allarmando le cancellerie di Parigi e Londra. Infatti Secondo le autorità francesi dall’inizio del 2019 circa 1.470 persone, più di 250 nel solo mese di agosto, sono state soccorse mentre provavano a raggiungere con imbarcazioni di fortuna le bianche scogliere di Dover. L’anno scorso furono solo 586. Secondo la prefettura di Pas-de-Calais, in 4 anni 98 barche, con 1.029 immigranti a bordo, sono riuscite a raggiungere la costa inglese.

Ma il dato è approssimativo, così come è impossibile da calcolare il numero delle vittime. Che pure ci sarebbero già state e i cui corpi potrebbero non essere recuperati prima di alcuni anni. Di certo la vittima n.1 del Canale della Manica è un immigrato iracheno, partito da Calais, il cui cadavere è stato ritrovato la settimana scorsa al largo di Zeebrugge in Belgio. Al di là del singolo fatto di cronaca resta la domanda: perché le traversate della Manica sono triplicate nell’ultimo anno? Secondo le Ong locali l’aumento dei tentativi di attraversamento è legato alle pressioni della polizia francese con i continui smantellamenti dei campi di Calais, dei maggiori controlli su auto e tir all’imbocco dell’Eurotunnel o all’imbarco dei traghetti , e non ultimo l’avvicinarsi della Brexit. Un insieme di cause, denuncia l’associazione Medecins du Monde, che porta all’aumento di comportamenti a rischio. Tanto da spingere il ministro dell’Interno francese Christophe Castaner e la sua omologa britannica Priti Patel ad annunciare un rafforzamento del piano contro gli sbarchi dei clandestini adottato lo scorso gennaio.

Ma nonostante la polizia francese abbia preso a ispezionare ogni notte le spiagge intorno al porto di Calais, i tentativi di traversata non si arrestano. E gli scafisti continuano a fare affari d’oro grazie alla disperazione dei tanti che vedono nel Regno Unito un approdo sicuro. In maggioranza iracheni e afghani sognano di arrivare in un Paese dove hanno, nella stragrande maggioranza casi, una rete familiare su cui contare. E grazie alla conoscenza dell’inglese sono convinti di trovare facilmente lavoro e avere perciò una vita più facile. Anche se poi la realtà sull’altra sponda della Manica è ben diversa e gli stessi migranti sanno che lì vige un sistema molto ostile nei loro confronti. Nell’ultimo anno, poi, è stato registrato l’anomalo aumento di immigrati iraniani. Secondo la National Crime Agency ciò è dovuto alla crisi economica che ha colpito l’Iran dopo il rinnovo delle sanzioni da parte degli Stati Uniti. A questo va aggiunto che nell’agosto 2017 la Serbia ha abolito i visti per i cittadini iraniani. Poi ripristinati in fretta e furia a ottobre sotto le pressioni dell’Unione europea. Ma in quei tre mesi di frontiere serbe aperte 15.000 iraniani hanno approfittato del nuovo sistema per giungere in Europa. E iniziare il viaggio Belgrado-Londra, con incluso attraversamento della Manica con ogni mezzo.