Elezioni USA: vince chi sbaglia meno sull’immigrazione

Negli USA l’allarmante aumento degli immigrati irregolari fermati ai confini meridionali del paese dagli uomini dell’Immigration rischia di rappresentare un inatteso ma serio rompicapo politico per l’opposizione democratica. Chiamata a scegliere tra una doppia ma tutt’altro che facile alternativa.

Proseguire nella battaglia condotta, con non pochi risultati, negli ultimi mesi. Ribadendo che il rischio di una crisi migratoria ai confini è solo un’ invenzione propagandistica, per metà paranoica e per l’altra elettoralistica, di Trump. Con il rischio però, visto il crescente numero degli stranieri arrestati, di apparire agli occhi della pubblica opinione come negligentemente indifferenti ad una questione che preoccupa non poco anche vasti settori del suo stesso elettorato.

Oppure riconoscere, a proprio rischio e pericolo, che il problema esiste. Visto che Trump non si lascerebbe certo sfuggire l’occasione per usare questa ammissione come prova dell’irragionevole braccio di ferro condotto dall’opposizione contro la costruzione del Muro anti clandestini da lui cocciutamente e strenuamente invocato. Un quadro che definire complicato è poco. Rispetto al quale, però, almeno due cose appaiono chiare.

La prima: sapere oggi per quale delle due alternative opteranno i democratici è non solo difficile ma prematuro. Visto che molto se non tutto dipende dall’esito delle primarie tra i contendenti del partito dell’Asinello in lizza per la nomination alle presidenziali del 2020. Divisi tra quelli più radicali convinti che nell’America di oggi solo l’anti-trumpismo inflessibile può consentire ai democratici di tornare a sedere alla Casa Bianca. E l’ala dei moderati, assai forte nell’establishment storico del partito e tra i gruppi parlamentari. Che, a differenza dei primi, puntano a riguadagnare il sostegno degli elettori del ceto medio e del lavoro dipendente che dopo aver votato per due volte Obama nel 2016 si erano lasciati incantare dalla sirena del neo populismo di Trump;

La seconda: stando solo ai i numeri degli arresti degli immigrati senza permesso effettuati nei primi mesi del 2019 ai confini meridionali statunitensi sarebbe difficile dare torto a Trump e ragione ai democratici. Visto che se il loro trend dovesse essere confermato anche per quelli a venire essi rischiano di essere secondi al record degli oltre 700mila registrati nel lontano 2008.

Ma se oltre alle cifre analizziamo la tipologia degli stranieri finiti nelle maglie del Border Patrol il giudizio cambia. E non poco. Visto che non si tratta più come un tempo, di clandestini, in maggioranza giovani messicani, che, come Trump sostiene, cercano di entrare illegalmente per rubare il lavoro agli americani. Ma di intere famiglie in fuga dalle violenze in atto nei martoriati paesi centro-americani di San Salvador, Guatemala e Honduras che si presentano spontaneamente agli agenti di confine chiedendo asilo e protezione. Per fermare le quali, come giustamente sostengono i democratici, l’utilità del Muro di Trump è pari a zero.