Francia superficiale sui ricongiungimenti, la condanna della CEDU

La Francia non tratta in maniera celere, flessibile ed efficiente le richieste per ricongiungimento familiare. Lo stabilisce la CEDU in una sentenza emessa ieri, che dà ragione a tre rifugiati, rispettivamente congolese, ruandese e camerunense, il cui diritto al rispetto della vita familiare e privata è stato violato (Art. 8 della Convenzione Europea dei Diritto dell’Uomo). Ai tre richiedenti è stato negato, per diverse motivazioni che vanno dalla lentezza amministrativa alla superficialità nell’esaminare le istanze, il visto per i propri figli che si trovavano in zone e situazioni pericolose nella loro terra d’origine, ciò che ha minato l’unità familiare e l’incolumità dei bambini.  Per questo la Corte condanna lo Stato francese, esortandolo a dare priorità alle pratiche riguardanti i rifugiati e il ricongiungimento rispetto a quelle concernenti gli altri immigrati. Costringendolo, inoltre, a versare una somma pari a € 5.000 ad ognuno dei tre.

In allegato:
  • CEDH - Communiqué de presse CEDH 211 (2014) 10.07.2014
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