Frontex: calano gli arrivi

Per l’Europa il 2019 è stato l’anno del crollo degli arrivi di immigrati irregolari. Secondo le ultimissime stime di Frontex [1]gli ingressi illegali in tutta l’Unione sono stati poco più di 139mila. Il numero più basso mai registrato dal 2013. In particolare per quanto riguarda l’Italia. Nel nostro Paese, infatti, gli sbarchi fermi a quota 11.500, sono stati di gran lunga inferiori ai circa 82mila della Grecia ed ai 24mila della Spagna. Nel suo rapporto l’Agenzia Europea della guardia di frontiera ha inoltre teso a sottolineare come gli arrivi nel Vecchio Continente siano calati del 6% rispetto al 2018 e addirittura del 92% rispetto all’anno record del 2015. Quando a seguito della grave crisi della guerra in Siria sbarcarono oltre 1 milione di profughi. Tornando ai dati relativi all’anno appena concluso emerge che la riduzione più significativa ha riguardato, con grande beneficio del Bel Paese, la rotta del Mediterraneo centrale. Nel 2019, infatti, gli arrivi sul nostro territorio hanno segnato un - 41% rispetto ai dodici mesi del 2018. Un trend negativo che nell’area del Mediterraneo occidentale è stato ancora più accentuato: - 58%.

Assai critica, invece, continua ad essere la situazione nell’area orientale. Che nel 2019 ha visto un sensibile aumento della pressione migratoria. L’anno scorso, infatti, sono giunti sulle coste greche più di 82mila immigranti irregolari. Con un incremento del 46%, circa, rispetto al 2018. Questo perché, sottolinea Frontex, nella seconda metà del 2019 “gli arrivi irregolari nella regione, anche se inferiori a quelli del 2015 e dei primi mesi del 2016, sono stati al livello più alto dall’entrata in vigore dell’accordo Ue-Turchia del marzo 2016”. Altrettanto critica continua ad essere anche la situazione sulla rotta balcanica. Dove gli ingressi irregolari sono stati circa 14mila: oltre il doppio rispetto a quelli al 2018. Per quanto riguarda la nazionalità degli stranieri, sul totale degli arrivi del 2019 quella degli afghani pesa per oltre un quarto, con un incremento del 167% rispetto all’anno precedente. Da sottolineare, infine, il preoccupante aumento del numero di donne e minori non accompagnati.