Germania: l’importanza dei matrimoni misti

Secondo i principali esperti mondiali in materia di immigrazione il matrimonio misto [1] - inteso come l'unione fra due individui appartenenti a razze e/o etnie differenti - rappresenta un importante indicatore del livello di integrazione degli immigrati nel paese ospitante.

Di recente il "Migration Policy Institute" di Washington ha pubblicato un'analisi di Olga Nottmeyer - ricercatrice presso il "German Institute for Economic Research"- sui matrimoni misti in Germania. Uno studio di grande interesse per un paese che ha cominciato ad affrontare il problema dell'integrazione delle comunità allogene soltanto alla fine degli anni Novanta quando ha preso atto del suo status di nazione di immigrazione. In Germania i 7 milioni di immigrati rappresentano l'8,2% della popolazione. Tra le comunità straniere quella turca è la più ampia, con il 25%. Seguita da quella italiana con l'8% e dalla polacca con il 6%. A partire dagli anni Novanta e per i vent'anni successivi la percentuale dei matrimoni misti è stata in costante aumentato. Se nel 1991 costituivano il 9,7% delle nuove unioni, nel 2002 hanno toccato la soglia del 16%. Per attestarsi in seguito mediamente intorno al 12,5%. È interessante analizzare questi dati in relazione alla comunità turca, generalmente considerata la più problematica. Pur essendo la più numerosa, i suoi appartenenti sono stati coinvolti solo nel 10% dei nuovi matrimoni misti.

Un dato estremamente basso difficilmente spiegabile, come invece spesso si tende a fare, unicamente alla fede religiosa. Nella sua ricerca, infatti, Olga Nottmeyer pone in luce la rilevanza di altri fattori sociologici che ostacolano i matrimoni misti: l'ampiezza e la concentrazione territoriale della comunità ed il livello di istruzione dei suoi membri. La comunità turca è molto numerosa soprattutto in alcune aree geografiche e nei quartieri delle maggiori realtà urbane.

Da qui la tendenza degli immigrati turchi a prediligere matrimoni con i propri connazionali. Un elemento disincentivante a cui si aggiunge il livello di scolarizzazione che è il più basso tra le comunità straniere presenti in Germania: soltanto il 53% ha completato il ciclo di studi primario, e appena l'8% quello secondario - necessario per accedere all'università -. Difficoltà che sembrano essersi attenuate per le seconde generazioni interessate nel 12% dei nuovi matrimoni misti contro il 7% della prima. É evidente, allora, che limitarsi alla mera analisi dell'appartenenza religiosa è quantomeno riduttivo