Giudici USA non trattano Trump come Salvini

Trump segna un nuovo punto a suo favore sull’immigrazione. Ieri, infatti, dopo che lunedì era riuscito con la nomina di Mark Morgan a capo dell’Immigration Customs Service a chiudere la difficile crisi in seno agli apparati di sicurezza seguita al licenziamento del direttore dell’Homeland Security Kirstjen Nielsen, ha ricevuto dalla Corte di Appello di San Francisco disco verde al suo Migration Protection Protocol. Il discusso programma che, rompendo con le procedure per anni in vigore, vieta ai richiedenti asilo centro americani di entrare e permanere sul suolo americano ma di attendere la conclusione del procedimento giudiziario relativo all’accoglibilità o meno delle loro richieste soggiornando in Messico.

Una sentenza che anche se difficilmente metterà fine al contenzioso legale, visto i numerosi contro ricorsi già annunciati dalle organizzazioni umanitarie, rappresenta comunque una vittoria per gli uomini del Presidente. E un colpo per l’opposizione che sperava di trovare nella magistratura una sponda nella sua battaglia contro quella che, senza mezzi termini, viene definita “una inutile, gratuita perfidia contro i diritti dei rifugiati”.

La verità è che, al di là dell’aspetto politico, la decisione dei magistrati del Ninth Circuit è importante perché stabilisce che Remain in Mexico, come con maligna ironia l’ha definito un “cinguettio” di Trump è, in base ai poteri che l’ordinamento statunitense delega sull’immigrazione al Presidente, un programma costituzionalmente legittimo. Con la non piccola conseguenza che la strategia anti- clandestini messa in atto dal magnate newyorkese può essere criticata e combattuta non perché viola le norme di diritto ma, se mai, perché poco efficace e non in grado di raggiungere gli obbiettivi previsti ed annunciati. Lo scontro, insomma, si sposta dal metodo al merito, dalle parole ai fatti. Che peseranno non poco sulle scelte di voto degli americani nelle presidenziali del novembre 2020.

Guido Bolaffi

Direttore di WEST. Laureato con lode in Lettere e Filosofia presso l'Università di Roma La Sapienza nel 1969, consegue il diploma di specializzazione in Sociologia e Ricerca Sociale nel 1972. È ...

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