Gli sgomberi sono un problema anche a Parigi

La periferia nord di Parigi trasformata in una nuova Calais. Nel corso degli anni accampamenti di immigrati irregolari sono sorti soprattutto nel comune di Saint-Denis. Almeno 2.200 persone, provenienti soprattutto da Afghanistan, Sudan, Somalia ed Eritrea, vivrebbero in questi campi. Il degrado e le crescenti tensioni sociali hanno spinto la prefettura della capitale ha organizzare “operazioni protette”, ovvero gli sgomberi delle tendopoli cresciute a dismisura lungo Canal Saint-Denis tra Porte de la Villette e Porte d’Aubervilliers. Lo smantellamento, scrive Le Monde, è iniziato lo scorso 22 gennaio e le autorità parigine hanno messo a disposizione 1.200 strutture per ospitare, fino alla fine dell’inverno, questi disperati. Una soluzione tampone, denunciano le associazioni di volontariato, che non risolve il problema. Perché i posti messi a disposizione dalle autorità sono insufficienti, si stima, infatti, che una persone su due rimarrà fuori dai centri di accoglienza e poi perché si tratta di una soluzione temporanea, che non affronta il problema alla radice. È dagli inizi degli anni 2000 che la periferie a nord-est della capitale ospita accampamenti abusivi di afghani. Ma la situazione si è fatta insostenibile dopo l’estate del 2014 con l’inizio della “crisi migratoria”. Da allora tendopoli sono spuntate un po’ ovunque. E ogni volta che il governo ne ordina lo smantellamento dopo qualche giorno ricompaiono. Emblematico il caso dell’accampamento di Camp Millénaire che nell’arco di 2 anni è stato sgombrato 35 volte.

Grazia De Vincenzis

Giornalista con 25 anni di attività nel mondo dell’informazione cartacea, digitale e radiofonica.

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