Gli USA hanno dominato il mondo grazie all’immigrazione

Il crogiolo di razze, di cui è composta l’America, è un punto di forza o di debolezza? Secondo l’amministrazione Trump la risposta è scontata: avendo identificato nell'immigrazione la minaccia più grave alla stabilità degli Stati Uniti.
L’attuale inquilino della Casa Bianca con la sua politica della “tolleranza zero” ha dapprima messo al bando gli immigrati di religione islamica e ora blinda i confini meridionali nel tentativo di bloccare la carovana dei centroamericani in marcia verso la California. La paura dello straniero però, va detto, non è nuova a Washington. Brucia ancora nella coscienza collettiva l’internamento degli immigrati giapponesi dopo Pearl  Harbor o le diffidenze verso gli americani di origine tedesca durante le due Guerre mondiali. Eppure secondo Kori Schake, storica ed esperta di strategie militari al King’s College, l’immigrazione ha rappresentato un indubbio vantaggio per la politica estera Usa. A partire dalla Guerra civile americana, quando gli immigrati britannici frenarono di fatto le interferenze di Londra e in tal modo contribuirono a rendere l'America il Paese più forte del mondo.
La storia è molto semplice. Nel XIX secolo, mentre gli Stati Uniti diventavano economicamente e politicamente sempre più forti, altri Paesi tramavano per impedirne l’ascesa. E la Guerra civile americana (1861-1865) rappresentò l’occasione giusta per attuare questo piano. In particolare la Gran Bretagna, all'epoca la principale potenza mondiale, vide nella lotta tra unionisti e confederati il grimaldello che avrebbe potuto scardinare gli States. Nonostante il premier britannico Palmerston si fosse più volte dichiarato strenuo difensore dell'abolizione della schiavitù, le sue simpatie erano a favore dei sudisti secessionisti. Se il governo di Londra decise, alla fine, di non schierarsi, fu anche grazie alle pressioni che giungevano dagli immigrati Oltreoceano. I nuovi americani di origine britannica, infatti, parteggiavano per il Nord, e scendere in guerra contro di essi, avrebbe aumentato il rischio di rivolte nelle città della Gran Bretagna. Da allora, è la tesi di Schake, le libertà politiche e le opportunità economiche offerte agli immigrati europei negli Stati Uniti si sono rivelate un vantaggio unico e potente in politica estera.

Grazia De Vincenzis

Giornalista con 25 anni di attività nel mondo dell’informazione cartacea, digitale e radiofonica.

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