I messicani qualificati preferiscono il Canada agli USA

Nell’era Trump anche dal Messico si guarda al Canada come nuova frontiera per l’emigrazione. Il pugno di ferro adottato dall’amministrazione americana contro l’immigrazione clandestina, sta infatti spingendo sempre più a nord le rotte migratorie dal Centro America. Secondo i dati dell’immigration canadese nel biennio 2017-2018 le richieste di visti da parte di cittadini messicani è più che triplicata rispetto agli anni 2015-2016. Che qualcosa stava cambiando era apparso subito chiaro quando tra gennaio e febbraio 2017 le prenotazioni dei voli dal Messico al Canada subirono un incremento del 90% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Sebbene poco analizzato, questo fenomeno migratorio rivela comunque differenze significative, rispetto a quello verso gli Stati Uniti. Come spiega bene un recente studio del Migration Policy Institute. Intanto i numeri. Ogni anno il Canada concede ai messicani circa 3mila visti permanenti e 24mila permessi temporanei. Poca cosa rispetto a quanti scelgono gli Usa, perché, nonostante le politiche di Trump, restano pur sempre la destinazione principale. Quello che però cambia è la tipologia di immigrati. Infatti, i messicani che ottengono lo status di residente permanente tendono ad avere un livello di istruzione alto, simile a quello di altri gruppi di immigrati in Canada. Un contrasto significativo con quelli degli Stati Uniti, dove i messicani hanno livelli di istruzione molto bassi o nulli. Un dato che conferma come le politiche migratorie di Ottawa tendano ad attrarre “cervelli”, mentre il mercato del lavoro a Stelle e Strisce e i paletti imposti da Trump incentivano la manovalanza poco specializzata e clandestina.