I neri si rivoltano, Trump sorride

La rivolta nera che sta incendiando l’America rischia di suonare la campana a morte per le chance dei democratici alle prossime elezioni presidenziali di novembre. Non solo perché, come insegnano le spietate leggi della politica, eventi di questo tipo finiscono inesorabilmente per rafforzare la destra conservatrice. Basta ricordare che a quelli di pari ampiezza scoppiati nel 1968 quando fu assassinato Martin Luther King, seguirono alla Casa Bianca, con l’unica eccezione di Carter nel 1976, 25 anni di ferreo predominio repubblicano.

Ma perché alla base della rabbia dolorosa dei tanti scesi in piazza in questi giorni c’è la disperazione di una comunità che non si sente ascoltata nel modo dovuto da chi, come l’opposizione, si è invece sempre considerata, a torto o a ragione, loro paladina.

Una verità che lo scrittore nero Astead W. Herndon ha brutalmente riassunto sul New York Times di domenica scorsa affermando: “Joe Biden cerca di lenire l’animo ferito di un paese sconvolto dalla rabbia e di strappare la Casa Bianca a Trump. Ma se si limita a ripetere alla gente che a novembre deve andare a votare rischia di fallire su entrambi i fronti. Ai neri non basta più sentirsi dire che sconfiggendo Trump tutto ritornerà come prima visto che l’America pre-Trump non è certo il loro obbiettivo”.

Un concetto che un giovane nero, Sierre Moore, ha reso ancora più chiaro dalle barricate erette contro i gendarmi: "Se i democratici vogliono il nostro voto ascoltino le ragioni della nostra rabbia”. La verità, però, è che dietro a queste dolorose, sacrosante grida di aiuto è in agguato per il partito dell’asinello il peggiore dei rischi. Arrivare all’appuntamento di novembre con l’elettorato nero, da sempre suo punto di forza, anziché compatto spaccato e deluso. E per di più isolato e contrapposto sia da quello dei bianchi moderati anti Trump sia, cosa ancora più grave, da quello numerosissimo delle minoranze immigrate del paese. Che non a caso, proprio grazie alla loro stretta alleanza “arcobaleno” nel 2004, avevano consentito per la prima volta l’ingresso alla Casa Bianca di un nero d’America.

Guido Bolaffi

Direttore di WEST. Laureato con lode in Lettere e Filosofia presso l'Università di Roma La Sapienza nel 1969, consegue il diploma di specializzazione in Sociologia e Ricerca Sociale nel 1972. È ...

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