I nuovi magnifici 7 non lasciano scampo a Trump

Contro Trump, dopo le donne, adesso arrivano anche i nuovi “magnifici 7”. Non quelli del cinema, ma i premi Nobel 2016 made in USA. Che con Bob Dylan, ultimo arruolato, risultano, alla faccia del miliardario newyorkese, tutti e 7 immigrati o figli di immigrati.  Eccoli:


  • Bob Dylan, nato negli USA da immigrati ebrei dell’Europa dell’Est, ha vinto ieri il Nobel per la Letteratura per aver “creato una nuova espressione poetica nell'ambito della tradizione della grande canzone americana”

  • Sir J. Fraser Stoddart, scozzese, naturalizzato americano (della NorthwesternUniversity di Evanston) ha ricevuto il Nobel per la Chimica, grazie agli studi e alla progettazione di macchine molecolari capaci di “portare la disciplina in un’altra dimensione”.

  • Duncan Haldane, emigrato anni fa dalla Gran Bretagna, ha vinto il Nobel per la Fisica. Oggi vive e insegna a Princeton

  • David Thouless, emigrato dalla Scozia, ha vinto il Nobel per la Fisica. Oggi è titolare professore ordinario all'università di Seattle

  • Michael Kosterlitz, insieme a Thouless e Haldane, insignito del Nobel per la Fisica. Kosterlitz è nato ad Aberdeen da una famiglia di rifugiati ebrei ai tempi della Germania di Hitler. Oggi insegna alla BrownUniversity, a Providence

  • BengtHolmstrom, originario della Finlandia, ha vinto il premio Nobel per l'Economia. Oggi insegna al MIT le sue teorie sui contratti

  • Oliver Hart, inglese, ha condiviso con Holmstrom il premio Nobel per l'Economia. Vive a Lexington, nel Kentucky, e insegna ad Harvard


E’ vero che un candidato alla Casa Bianca può non sapere tutto della storia del suo paese. Ma prima di dire che gli immigrati sono solo ladri o stupratori Trump, o almeno i suoi consiglieri, avrebbero forse fatto bene a dare un’occhiata alle pubblicazioni della National Foundation for American Policy. Secondo la quale, solo a partire dal 2000, dei 78 americani vincitori del Nobel ben 31 (oltre il 40 %) sono quelli immigrati. Fine della storia.

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