I trafficanti di clandestini adesso puntano sul Mar Nero

Dopo le rotte balcanica e libica, ormai chiuse, adesso si apre quella del Mar Nero. Aumentano, infatti, gli stranieri che per raggiungere l’Europa, si imbarcano dalla Turchia via mare verso la Romania: 3.000 dall’inizio del 2017 contro i 1.624 del 2016. In maggioranza iracheni, siriani e pachistani. Al borsino dei trafficanti di esseri umani questo viaggio costa tra i €1.000 e i €3.000. Da Cide, villaggio di pescatori turchi nel distretto di Kastamonu , se va bene, si arriva nel porto rumeno di Costanza, 200 km dalla capitale Bucarest.

Una rotta nuova, sintomo di quanto sia efficiente la macchina della criminalità organizzata, destinata a essere sempre più battuta anche se non con i numeri da record registrati nel 2015 in quella balcanica (oltre un milione di migranti) e in quella del Mediterraneo Centrale (Libia-Italia) che nell’ultimo triennio ha segnato in media 150.000/200.000 passaggi l’anno.

Il nuovo corridoio marittimo Turchia-Romania, rispetto ai precedenti, ha due handicap.

Il primo: attraversare il Mar Nero non è una passeggiata. Visto che deve il nome alla sua pericolosità. Tant’è che gli antichi greci lo definivano “inospitale”. A differenza del Mediterraneo, rovesci e tempeste sono improvvisi e violenti. L’ultimo naufragio, avvenuto pochissimi giorni fa a 64 miglia marine a largo di Kefken (Turchia Nord-Occidentale), secondo la Guardia costiera turca, è costato la vita a una ventina di immigrati iracheni. Numeri con i quali persino il più spietato dei trafficanti di esseri umani deve fare i conti perché se tra i candidati all’immigrazione si sparge la voce che si parte ma non si arriva in Europa, cala drasticamente la lista dei potenziali “clienti”.

Il secondo: la Romania è membro dell’Unione Europea ma non dell’area Schengen. Tra i paesi confinanti l’unico che ne fa parte è l’Ungheria di Orban, che non è proprio un paradiso per gli immigrati. Di conseguenza, è altamente probabile che molti, dopo aver speso un patrimonio per rischiare la vita nella traversata del Mar Nero, finiscano per rimanere nel cul de sac rumeno, senza riuscire a raggiungere le mete desiderate. Una controindicazione che, c’è da scommettere, a lungo andare scoraggerà le partenze dalla Turchia.

Giuseppe Terranova

Vice-direttore di West. Docente di Storia e Istituzioni dell'Africa, Geopolitica e Geoeconomia all'Università Niccolò Cusano di Roma. Insegna nei Master in Governo dei flussi migratori e African Studies della Link ...

Iscriviti alla newsletter: