I trafficanti hanno riscoperto le vecchie rotte degli schiavisti

Come i migliori broker, anche i trafficanti di immigrati diversificano il portafoglio di investimento per massimizzare i profitti. Semplicemente ampliando l’offerta dei viaggi e delle destinazioni da raggiungere clandestinamente, col duplice obiettivo di allargare il potenziale bacino dei clienti-vittime e ridurre il danno prodotto dagli eccessivi controlli sulle rotte migratorie più battute.

Non deve, dunque, stupire che nella brochure dei servizi forniti dai trafficker abbia trovato spazio anche la rotta Africa-America Latina-Stati Uniti. A denunciarlo, dalle colonne dell’autorevole rivista americana Quartz, è un recente studio dell’Organized Crime and Corruption Reporting Project sul quale ha lavorato negli ultimi 12 mesi, con rilevazioni sul campo, un equipe di esperti internazionali di traffici di esseri umani. Si scopre, ad esempio, che soltanto nel luglio 2019 la polizia di frontiera statunitense ha intercettato al confine col Messico 66 mila immigrati irregolari partiti dall’Africa. Si tratta in maggioranza di africani, per lo più congolesi e camerunesi, ma anche di asiatici. Costo del biglietto: $10 mila per i primi, $25 mila per i secondi. Con un incasso medio annuo per la criminalità organizzata che si attesta intorno ai $300 milioni dollari. Anche se a causa del Covid-19 il cash flow è destinato a ridursi.

Detto ciò, dando uno sguardo a una carta geografica, è facile intuire che quella che dell’Africa, via Oceano Atlantico, porta agli USA è una tratta per definizione residuale rispetto a quelle, più remunerative, che attraverso il Mediterraneo consentono di sbarcare in Europa. Tuttavia, essa rappresenta una novità che colpisce perché testimonia, ancora una volta, l’elevatissima capacità e velocità dei trafficanti di organizzarsi, aggiornarsi e cambiare strategia, in base alle dinamiche geopolitiche del momento. Una macchina illegale efficiente e globalizzata che ha buon gioco di fronte alle inefficienze e alle risposte nazionali dei paesi di destinazione.

Giuseppe Terranova

Vice-direttore di West. Docente di Storia e Istituzioni dell'Africa, Geopolitica e Geoeconomia all'Università Niccolò Cusano di Roma. Insegna nei Master in Governo dei flussi migratori e African Studies della Link ...

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