Il Coronavirus alleato dei clandestini USA

Illegali ma essenziali. Questo in sintesi il contenuto della originalissima lettera che negli USA migliaia di immigrati irregolari impiegati nella raccolta di frutta e verdura stanno ricevendo, con la benedizione del governo centrale, dai datori di lavoro. Si tratta di una soluzione all’americana, cioè iper-pragmatica, a un problema che da una parte all’altra dell’Atlantico non risparmia nessuno Paese: durante l’emergenza Covid-19 come garantire manodopera a basso costo nel comparto agro-alimentare che per evitare il rischio carestie non può fermarsi?

A spiegare i dettagli di questa trovata made in US, è un reportage di Miriam Jordan dalle colonne del New York Times. Grazie al quale scopriamo che in un Paese che, a differenza di quelli dell’Europa mediterranea, sconosce e non accetta il concetto di sanatoria, la via maestra per evitare di scoraggiare l’esercito di immigrati irregolari a svolgere il proprio mestiere non poteva essere che quella di inviare loro un messaggio rassicurante. Basato su un pratico do ut des: voi lavorate, il governo chiuderà un occhio, ma solo pro-tempore, sul vostro status giuridico. Finita l’emergenza, insomma, sceriffi e agenti di frontiera torneranno a fare il loro mestiere di butta fuori, ma adesso si concentrano esclusivamente sugli immigrati illegali who pose a public safety or criminal threat.

Una ricetta più o meno discutibile ma che secondo quanto riporta la giornalista dell’autorevole quotidiano liberal, raccogliendo le testimonianze dei diritti interessati, ha risolto in un colpo due problemi.

Il primo, rispondere all’allarme lanciato dagli imprenditori, garantendo che il settore agro-alimentare funzioni a pieno regime mentre il motore economico americano è costretto a rallentare a causa delle misure anti-virus.

Il secondo, dare un minimo di tutele e rassicurazioni ai tanti immigrati illegali che difficilmente avrebbero retto la doppia pressione di svolgere un’occupazione a rischio sanitario (difficile rispettare la distanza sociale nei campi e nei capannoni) e di essere intercettati e rimpatriati dalle forze dell’ordine.

La ratio del provvedimento non è peraltro così lontana da quella adottata ad esempio in Italia per coloro i quali in queste settimane di quarantena si ritrovano la patente scaduta, non possono rinnovarla, ma in caso di esigenze oggettive di prendere la macchina possono farlo senza rischiare una multa salata.

Si tratta, insomma, di parentesi di tolleranza pro-tempore, secondo lo spirito pratico anglossassone, nei confronti di varie forme di illegalità.

Giuseppe Terranova

Vice-direttore di West. Docente di Storia e Istituzioni dell'Africa, Geopolitica e Geoeconomia all'Università Niccolò Cusano di Roma. Insegna nei Master in Governo dei flussi migratori e African Studies della Link ...

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