Il Guatemala guida l’esercito dei clandestini verso gli Usa

Non sarà una campagna di informazione a  scoraggiare i clandestini che partono dal Centro America verso gli Stati Uniti. Lautamente finanziata da Washington, la propaganda che mette in guardia dai pericoli dei viaggi verso Nord non attecchisce tra i disperati che fuggono da fame, povertà e violenza. Anzi, come nel caso del Guatemala, fa molta più presa la “controinformazione” dei contrabbandieri di uomini. Un reportage del New York Times spiega perché non saranno dei cartelloni pubblicitari o spot su radio e tv ad arrestare questo esodo di massa da una delle aree più povere e violente al mondo.

Ogni anno da Guatemala, El Salvador e Honduras 500mila persone attraversano il confine meridionale del Messico nel tentativo di raggiungere gli States. Un viaggio pericoloso, che spesso vede i migranti vittime di uccisioni, rapimenti, violenze sessuali, sparizioni. O nel caso migliore, detenuti per lunghi periodi nei centri di identificazione per essere poi espulsi dagli Usa. Un’odissea ben conosciuta e che non scoraggia dal mettersi in marcia. Anzi nonostante le politiche restrittive dell’amministrazione Trump, il numero di attraversamenti illegali del confine Usa-Messico nell'ultimo anno è aumentato, come dimostra l'escalation degli arresti. Ma il dato che più ha colpito i funzionari americani è il numero di guatemaltechi fermati, circa 43mila in 9 mesi. Il più alto tra tutte le altre nazionalità. Eppure in tutto il Guatemala cartelloni pubblicitari avvertono i potenziali migranti dei pericoli del viaggio. Una campagna di informazione che costa al governo americano 750mila dollari l'anno. Che salgono a 1 milione e 300mila dollari se si includono anche El Salvador e Honduras. Evidente il messaggio non è convincente. Più efficace la comunicazione dei trafficanti. Che, sui social media, con tecniche da tour operator vendono viaggi a dir poco da sogno. Che per molti disgraziati, purtroppo, si trasformeranno in un inferno.

Grazia De Vincenzis

Giornalista con 25 anni di attività nel mondo dell’informazione cartacea, digitale e radiofonica.

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