Immigrazione e false verità

I giovani di fede musulmana residenti in Germania non sono interessati a integrarsi, provano forte avversità per i valori occidentali e tendono ad essere violenti. In apparenza potrebbe sembrare nient'altro che un semplice collage di luoghi comuni. Se non fosse che, invece, è quanto emerge da un recente studio commissionato dal Ministero degli Interni d'Oltrereno. Il quale, inutile dirlo, ha destato un vespaio di polemiche.

Ma i numeri forniti dal report sono realistici? Quello preso in esame, ad esempio, è un campione rappresentativo della comunità islamica tedesca?
Lo abbiamo chiesto alla dottoressa Riem Spielhaus, ricercatrice alla  Universita di Copenaghen e presso il Centre for European Islamic Thought, nonché autrice del libro “Wer ist hier Muslim?” (Chi è musulmano oggi?), dedicato proprio alla questione dell'identità dei musulmani che vivono in Germania.

“Gli stessi autori indicano che i risultati della ricerca non possono valere a livello generale – ci spiega la dottoressa Spielhaus. Questo significa che lo studio non è rappresentativo di tutti i ragazzi di fede islamica; piuttosto, è significativo come viene posta la domanda sull'integrazione, che può portare a risposte che vanno contro l'integrazione stessa”.

Molti hanno definito “populista” l'interpretazione data dal ministro degli Interni. Qual è la sua opinione in proposito?

“Il ministro Friedrich ha chiaramente usato lo studio per supportare i suoi obiettivi politici; ha interpretato i risultati per farli corrispondere alle linee-guida del suo ministero, in modo che possano legittimare la sua condotta politica. È già la seconda volta, negli ultimi dodici mesi, che gli autori di uno studio si sono discostati dall'interpretazione data dal ministro che l'aveva commissionato; la ricerca è spesso in bilico fra l'autonomia e la dipendenza da interessi politici, ma ritengo che la scienza debba mantenersi indipendente, se vuole fornire dei fatti al pubblico”.

Lei cosa ne pensa di questo studio?
“Che dà molte più informazioni su chi lo ha fatto, invece che sui musulmani che vivono in Germania. Mi spiego meglio: i ragazzi di fede islamica, come chiunque altro, possiedono molteplici identità, che sono flessibili e dipendono dal contesto, che non possono essere definite in maniera univoca. Al contrario, questa pubblicazione ci dice come il Ministero degli Interni vede i giovani musulmani, come si rapporta a loro e quali domande gli pone”.

Esiste il rischio di estremismo islamico in Germania?

“In questo momento, in Germania il pericolo estremista viene soprattutto dalle organizzazioni della destra radicale e neo-nazista, di cui sono stati vittime – negli ultimi anni – molti immigrati e tedeschi di origine straniera”.

Quali misure dovrebbe introdurre il governo, per migliorare l'integrazione?

“Intanto, dovrebbe smettere di pubblicare studi che pretendono di stabilire inequivocabilmente l'identità dei migranti; in secondo luogo, sarebbe importante prendere in considerazione le domande e le richieste che vengono dalle minoranze etniche e religiose, e anche salvaguardare la loro sicurezza. Soprattutto, la Germania dovrebbe considerare se stessa in maniera nuova, con uno spirito che non si basi sulla svalutazione dell'altro e del diverso. Ma per questo non basteranno gli sforzi di un singolo governo”.