Immigrazione: gli Usa chiudono il Canada apre

Il sogno canadese sta sostituendo quella americano. Lo sterminato Paese a nord degli Usa, grazie all’attivismo del suo premier Justin Trudeau, sta rapidamente diventando la nuova frontiera dell’immigrazione. Infatti in controtendenza rispetto alle restrittive politiche di Trump, il Canda sta aprendo i suoi confini a imprese e immigrati altamente specializzati. Un fenomeno, che ha richiamato l’attenzione dei principali media internazionali, spiegabile con pochi, ma significati, numeri. Illustrati dal giornale online statunitense di informazione economica e politica, Quartz [1], che parte da una cifra: 350mila. Tanti, infatti, sono gli stranieri che il Canada è intenzionato ad accogliere ogni anno. Un numero altissimo, pari all’uno per cento della sua popolazione. Visto che nell’arco dei prossimi 3 anni, Ottawa è intenzionata a rilasciare un milione di permessi per i “nuovi residenti permanenti”: 330.800 nel 2019, 341mila nel 2020 e 350mila nel 2021. Nel 2017 erano stati 286mila, compresi 44mila fra rifugiati e persone accolte per motivi umanitari.

Numeri che spiegano bene la strategia del governo che, per tenere alto il tasso di crescita annuale dell’economia, punta soprattutto sull’immigrazione qualificata. In quest’ottica perciò si inquadrano i massicci investimenti nella ricerca AI(intelligenza artificiale) e nelle collaborazioni, sempre più numerose e lautamente finanziate, tra aziende private e università. Un insieme di fattori che hanno già richiamato nel Great White North (il Grande Nord Bianco, ovvero il Canada nello slang Usa) giganti della tecnologia come Google, Microsoft e Samsung. Tanto che Toronto [2] è oggi considerata la nuova Silicon Valley. E così il Canada si sta velocemente trasformando nel Paese delle opportunità che premia le competenze dei nuovi arrivati e il sogno dello sterminato esercito di ingegneri, informatici e programmatori di India, Corea del Sud e Cina. Tutto questo favorito dalla furia sovranista trumpiana, che si è spinta fino a ridurre gli ingressi per i cosiddetti H-1B. Storicamente usati dai lavoratori stranieri altamente qualificati, per anni monopolio del made in Usa.