In 23 pagine chiede a Papa Francesco di cambiare la Chiesa

Adottare un nuovo approccio nei confronti dell’omosessualità, i divorziati e coloro che vorrebbero diventare genitori attraverso la fecondazione assistita. Più che una richiesta è una rivoluzione quella che chiede pubblicamente in una lettera indirizzata a Papa Francesco il vescovo di Anversa, Johan Bonny. Per il quale la Chiesa deve abbandonare l'attitudine difensiva circa l'accoglienza di gay, risposati e giovani che convivono. Dando il via libera anche alla contraccezione. Realtà che “richiedono più rispetto e un giudizio più sfumato” di quello attualmente portato avanti dal magistero.

La lettera - dedicata a temi molto sensibili all'interno della gerarchia cattolica - arriva a poche settimane dall'apertura della III Assemblea Generale Straordinaria del Sinodo dei Vescovi, che si terrà in Vaticano dal 5 al 19 ottobre 2014, sul tema "Le sfide della famiglia nel contesto della evangelizzazione". Un incontro fortemente voluto dal Pontefice come momento durante il quale i vertici della Chiesa possono interrogarsi sui grandi mutamenti che hanno cambiato il volto della famiglia.

Come vescovo, monsignor Bonny, sembra conoscere bene il divario tra ciò che la dottrina insegna e la percezione e gli atteggiamenti della maggior parte dei credenti. Divergenze che per l'alto prelato devono ora essere superate da una Chiesa che sia davvero collegiale nel suo processo decisionale e che ascolti veramente le persone.

Il capo dell'importante diocesi del Belgio ha definito il suo messaggio di 23 pagine come un contributo personale all'incontro che si svolgerà a Roma. In tutti i casi si tratta di una mossa definita da molti osservatori come inusuale e straordinaria. Con pochi o nulli precedenti nella storia della Chiesa. Che provocherà discussioni e divisioni. Sicuramente si tratta di un forte incoraggiamento a coloro che hanno a lungo chiesto una revisione dei giudizi e degli insegnamenti che arrivano dal Vaticano.

Quale sarà la risposta a questa iniziativa lo si saprà solo col tempo. Tuttavia secondo alcuni esperti ci sono buone ragioni per sospettare che alla lettera di monsignor Bonny sarà data seria considerazione da parte del Vaticano. Anche per la sua vicinanza al pensiero del cardinale Walter Kasper. Il porporato tedesco - consigliere teologico considerato molto vicino a papa Francesco - che ha già avuto modo di mettere in discussione la dottrina della Chiesa cattolica in merito alle questioni sociali e familiari.

Iscriviti alla newsletter: