In Colombia si fanno sentire gli effetti collaterali della crisi venezuelana

Il peggior incubo del governo colombiano si sta materializzando nella città di Maicao, al confine con il Venezuela. È qui che è sorto nelle scorse settimane il primo campo profughi allestito dall’Unhcr. Un segnale che i venezuelani in fuga dal loro martoriato Paese resteranno lì a lungo, scrive The Atlantic [1]. Mentre la crisi economica e politica del Venezuela si aggrava, le persone che cercano rifugio in Colombia aumentano di giorno in giorno. Il governo di Bogotà ha a lungo cercato soluzioni diverse, ma alla fine ha dovuto rassegnarsi alla realtà dei fatti e accettare il campo profughi gestito dall'Agenzia dell'Onu per i rifugiati. Le 62 tende del Centro di Attenzione Integrale, sono in grado di ospitare 350 persone. Qui donne, bambini, anziani hanno temporaneamente accesso ad alloggi, cibo, acqua, cure mediche di base e altri servizi. Ben poca cosa se si pensa che Maicao, con una popolazione di circa 100.000 persone, ospita attualmente 60.000 tra rifugiati e immigranti venezuelani, la maggior parte dei quali vive per strada o in baraccopoli sorte un po’ ovunque. Un dramma umanitario che rischia di aggravarsi, se, come stimano le Nazioni Unite, la portata della fuga dal Venezuela potrebbe superare quella dell'esodo dalla Siria. Ad oggi 3,5 milioni di persone hanno lasciato il Paese, e più di 1,5 milioni hanno trovato rifugio in Colombia.