La cittadinanza in Francia (2)

Con Matrimonio. La cittadinanza francese è concessa, con dichiarazione da sottoscrivere dinanzi all'autorità competente, a qualunque straniero o apolide che contrae matrimonio con un cittadino/a, previa dichiarazione dopo 4 anni dal matrimonio (in passato ne bastavano 2), a condizione che alla data della dichiarazione la comunione di vita non sia cessata fra gli sposi, che il coniuge francese abbia conservato la propria nazionalità e che lo straniero dimostri una residenza effettiva e non interrotta in Francia per tre anni consecutivi. Un requisito che va accompagnato dall'obbligo di dimostrare la cosiddetta "condizione di integrazione" nella società francese, ovvero l'impegno personale di rispettare i principi su cui si fonda la Repubblica e una sufficiente padronanza della lingua francese.

Via naturalizzazione
La naturalizzazione per decisione dell'autorità pubblica può essere concessa solo allo straniero maggiorenne che dimostri la propria residenza stabile e permanente in Francia nei 5 anni antecedenti la sua domanda. Un regime preferenziale è previsto per gli stranieri incorporati nelle forze armate francesi; che abbiano reso dei servizi eccezionali allo Stato o per gli stranieri la cui naturalizzazione presenti per la Francia un interesse eccezionale, in quest'ultima caso è necessario il parere del Consiglio di Stato su rapporto motivato del Ministro competente. La naturalizzazione può inoltre essere concessa a chi abbia lo status di rifugiato riconosciutogli dall'Ufficio Francese di Protezione dei Rifugiati e degli Apolidi (OFPRA), previo raggiungimento della maggiore età. Non può invece essere naturalizzato lo straniero condannato ad una pena detentiva superiore o uguale a 6 mesi senza condizionale o che sia stato oggetto di un decreto di espulsione o di una interdizione dal territorio, o si trovi in una situazione irregolare, o sia stato condannato per atti di terrorismo. Vale la pena, inoltre, di ricordare che la legge sull'immigrazione del 2006 prevede per gli stranieri ammessi per la prima volta nel territorio francese, e che intendano rimanervi stabilmente, l'obbligo di sottoscrivere un «contratto di accoglienza e integrazione», che implica il dovere di conoscere la lingua e i principi fondamentali della Repubblica.

Un'ultima osservazione sulla doppia cittadinanza [1]. Il possesso di una o più altre nazionalità non ha, in linea di principio, alcuna incidenza sulla cittadinanza francese, al contrario di quanto accade in Germania. La legge non richiede infatti che uno straniero diventato francese rinunci alla sua cittadinanza di origine, fatta eccezione per i cittadini provenienti da Stati firmatari della Convenzione del Consiglio d'Europa, del 6 maggio 1963, sulla riduzione dei casi di nazionalità plurima (Austria, Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Italia, Lussemburgo, Norvegia, Olanda e Svezia).

Come si vede, un quadro normativo complesso e a tratti contraddittorio, il cui principale limite è quello di complicare la quotidianità degli stranieri residenti in Francia.