La cittadinanza in Spagna (3)

I percorsi di acquisizione della cittadinanza iberica per opzione e per naturalizzazione richiedono agli interessati l'obbligo di soddisfare, in aggiunta, ulteriori requisiti.
In particolare, ai sensi dell'art.22 comma 4 del Codice civile, lo straniero deve certificare, oltre alla buona condotta rispetto alla giustizia spagnola e del paese di provenienza, anche un accettabile livello di integrazione sociale (suficiente grado de integracìon en la sociedad espanola y buena conducta cìvica ).

La revoca della concessione scatta in maniera automatica nel caso in cui il richiedente, se di età superiore ai 14 anni ed in possesso di tutti i requisiti previsti per legge, non adempie entro 180 giorni dall' ok delle autorità alla sua richiesta, ai seguenti obblighi:
- dichiarazione di fedeltà al Re e di obbedienza alla Costituzione ed alle leggi nazionali.
- registrazione dell'acquisizione della cittadinanza presso l'ufficio dello stato civile.
- dichiarazione di rinunciare alla cittadinanza del paese di origine. Una clausola, questa, che caratterizza in maniera particolare la normativa spagnola che al pari di quella tedesca non prevede la possibilità della doppia cittadinanza [1]. Con l'unica eccezione per i casi previsti nell'art.11, comma 3 della Costituzione, che riguardano gli stranieri provenienti dall'America latina e da Andorra, Filippine Guinea Equatoriale e Portogallo (El Estado podrá concertar tratados de doble nacionalidad con los países iberoamericanos o con aquellos que hayan tenido o tengan una particular vinculación con España).

La disciplina spagnola sulla cittadinanza è meno articolata e complessa rispetto a quella di altri paesi europei. In ragione anche del fatto che il suo impianto normativo, definito alla fine degli anni Settanta del ‘900, non ha avuto fino a tutt'oggi significativi aggiornamenti. Un ritardo preoccupante soprattutto in considerazione del fatto che la Spagna è ormai una tra le principali mete dei flussi migratori internazionali. Un ordinamento che basato su una concezione estrema dello jus sangunis, finisce per produrre tra gli stranieri, in base al paese di origine, significative sperequazioni normative. Allo straniero proveniente dall'America latina, ad esempio, bastano 2 anni per ottenere la cittadinanza via naturalizzazione, mentre per quello che proviene dal Marocco ne occorrono 10.