La Corte di Strasburgo boccia il ricorso di Sea Watch

L’Italia deve garantire l’assistenza ma non lo sbarco dei 34 uomini e 13 minori tratti in salvo dalla Sea Watch il 19 gennaio scorso nel Mediterraneo. Lo ha stabilito la Corte europea dei diritti dell’uomo che ha esaminato il ricorso presentato dalla ong tedesca proprietaria dell’imbarcazione, che batte bandiera olandese. In sostanza per i giudici di Strasburgo il governo italiano non è obbligato ad “aprire” i porti agli immigrati. Nel ricorso presentato dalla Sea Watch il reiterato “no” a far sbarcare le 47 persone salvate in mare veniva bollato come “una forma di illegittima e informale detenzione di fatto, in chiara violazione di quanto stabilito dalla Costituzione italiana e dalla Convenzione Europea per i Diritti dell'Uomo sull'inviolabilità della libertà personale”. Di diverso avviso, invece, la Corte di Strasburgo che di fatto ha legittimato la decisione di Roma. Intanto è di oggi la notizia che dopo due settimane di scontro tra Salvini e l'ong tedesca, 5 Paesi europei (Francia, Germania, Portogallo, Romania e Malta) si sono detti pronti ad accogliere i 47 disperati della Sea Watch, a patto che sbarchino in Italia.

Grazia De Vincenzis

Giornalista con 25 anni di attività nel mondo dell’informazione cartacea, digitale e radiofonica.

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