La Corte Suprema dà ragione a Trump

Nessuna sorpresa: la Corte Suprema degli Stati Uniti si schiera con Trump e con il suo controverso programma “Remain in Mexico”. I supremi giudici, infatti, con la sola opposizione di Sonia Sotomayor, hanno annullato la sentenza della Corte d’Appello federale del IX distretto di San Francisco che aveva deciso di bloccare il programma dell’amministrazione americana giudicandolo illegale e in palese violazioni con le norme internazionali sul diritto di asilo. In base agli articoli del “Remain in Mexico”, entrato in vigore nel 2019, gli stranieri, nella stragrande maggioranza centroamericani, che messo piede illegalmente negli Stati Uniti fanno richiesta di asilo vengono rimandati in Messico. E lì devono attendere che la giustizia americana decida se accogliere o meno le loro domande. Una prassi da sempre aspramente criticata ed avversata dalle organizzazioni non governative e che mesi addietro era stata messa in discussione per la prima volta anche dalla sentenza di un tribunale federale della California. Ora, però, la Corte Suprema riabilita il programma. Una decisione che era nell’aria, denunciano le associazione per la difesa delle libertà civili, visti gli ultimi pronunciamenti dei supremi giudici schierati a stragrande maggioranza con la Casa Bianca. Per il Dipartimento della Giustizia, invece, “la decisione della Corte Suprema ripristina la capacità del governo di gestire il confine sud-ovest e di collaborare con il governo messicano per affrontare l’immigrazione clandestina”. Di parere opposto le Ong secondo le quali il verdetto della Corte Suprema “lascia i migranti in balìa dei gruppi criminali che li prendono di mira con rapimenti, stupri, torture e violenze di ogni genere”. È bene ricordare che dal gennaio 2019 sono più di 60mila gli immigrati respinti in Messico. E di questi meno dell’1% ha visto accolta la richiesta di asilo.

Grazia De Vincenzis

Giornalista con 25 anni di attività nel mondo dell’informazione cartacea, digitale e radiofonica.

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