La crisi libica mette nei guai il Niger

Il caos in Libia sta generando una nuova emergenza profughi. Ma stavolta l’ondata migratoria è destinata a travolgere il Niger. A lanciare l’allarme è il Financial Times che in un reportage da Agadez, città al confine con la Libia e crocevia di indicibili traffici, testimonia come la fuga a ritroso sia già iniziata. Il timore è che con il precipitare della situazione a Tripoli, gli immigrati presenti nel Paese nordafricano, stimati tra i 700mila e il milione, possano riversarsi in massa in Niger. “L'Ue ha spostato i suoi confini sempre più a sud”, denunciano le Ong che operano nell’area, “e questo sta provocando un vero disastro”. Infatti Bruxelles ha deciso di trasferire, fino al 2020, nelle casse del governo di Niamey 1 miliardo di euro, per bloccare il flusso di migranti che dal territorio nigerino, dopo la traversata del Sahara, si riversa sulle coste libiche per poi approdare in Europa. Solo per la formazione dell’esercito e l’istituzione di una task force congiunta con l'Unione africana e l'Onu, l’Ue ha speso finora più di 338 milioni di euro. Senza contare che Francia, Italia e Germania contribuiscono con finanziamenti diretti. Inoltre nel 2015 l’Europa ha chiesto e ottenuto l’approvazione di una legge contro l’immigrazione illegale e i trafficanti di uomini.

Grazie ai soldi europei, il Niger sta effettivamente facendo da argine alle carovane di disperati. Ma i trafficanti, per evitare i controlli dei soldati, seguono ora rotte più impervie, attraverso il Sahara o il Mali devastato dalla guerra. Il viaggio nel deserto è diventato così pericoloso che l’Oim (l'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni) sta prendendo in considerazione l'ipotesi di utilizzare piccoli droni per individuare le persone, sempre più numerose, abbandonate nel Sahara. Senza contare che per il Niger, la chiusura delle rotte migratorie ha causato anche un aumento della disoccupazione e un aumento di altre attività criminali, in particolare il traffico di droga. E ora a disastro rischia di aggiungersi altro disastro. Se, come si teme, nelle prossime settimane gli immigrati intrappolati nell’inferno libico cercheranno rifugio nel più “sicuro” Niger.

Grazia De Vincenzis

Giornalista con 25 anni di attività nel mondo dell’informazione cartacea, digitale e radiofonica.

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