La fortuna è tutta dalla parte di Trump

Che in politica la fortuna faccia la differenza è una verità nota da tempo. Ma quella che sembra assistere Trump ha dello straordinario. Come dimostra la sequenza di eventi che martedì scorso gli hanno consentito di uscire d’incanto dall’angolo in cui gli avversari pensavano di averlo cacciato. Visto che il Discorso sullo Stato dell’Unione, che molti speravano potesse essere il suo canto del cigno, si è invece trasformato, grazie alla dea bendata che lo protegge, nel trampolino di lancio per la futura rielezione a Presidente degli Stati Uniti d’America. Nel giro di poche ore, infatti, con una coincidenza che ha dell’incredibile, oltre all’assoluzione ormai certa dalla trappola dell’impeachment, gli sono giunti gli inattesi ma per lui graditissimi regali dell’opposizione democratica. Che forse non contenta della pessima immagine data al Paese con la confusa ed approssimativa gestione della sua convention dell’Iowa, ha pensato bene di farne una peggiore.

Il voluto, irrituale gesto con cui una “vecchia volpe” come Nancy Pelosi ha platealmente stracciato, di fronte ai membri del Congresso, il testo del discorso appena pronunciato da Trump, ha infatti segnalato in mondo visione lo stato di pericoloso nervosismo in cui sembra essere precipitato il partito dell’asinello. Cosa di cui molti elettori hanno sicuramente preso nota. Interrogandosi sull’affidabilità di un partito che con il passare dei giorni sembra sempre più deciso ad affidare le sue chance di riconquistare la Casa Bianca al puro e semplice anti trumpismo anziché ad un credibile e dettagliato progetto politico.

La verità è che Trump, nonostante penalizzato da un bassissimo indice di gradimento per i molti errori e le imperdonabili gaffe, ha il vento in poppa per tre indiscutibili, buonissime ragioni. L’ottimo andamento dell’economia; l’innalzamento nel 2018, dopo anni di caduta, dell’aspettativa di vita media degli americani; il consenso silenzioso ma diffuso per la sua politica di fermezza sull’immigrazione.

Discorso chiuso per l’opposizione? Sì, ma fino ad un certo punto. Perché la sorte non sembra essersi dimenticata del tutto dei democratici. Dando loro con la vittoria in Iowa del volto nuovo Pete Buttigieg una chance di ultima istanza che si spera non venga sacrificata sull’altare delle loro inguardabili divisioni e le ripicche interne

Guido Bolaffi

Direttore di WEST. Laureato con lode in Lettere e Filosofia presso l'Università di Roma La Sapienza nel 1969, consegue il diploma di specializzazione in Sociologia e Ricerca Sociale nel 1972. È ...

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