La Francia torna a dividersi sui Rom

Ad un anno dalle dure critiche rivolte alla politica di espulsioni dei Rom messa in atto dal governo Sarkozy, la commissaria europea alla Giustizia, diritti fondamentali e cittadinanza Viviane Reding torna sull’argomento. L’occasione è una conferenza organizzata a Parigi da SciencePo e dal think-tank Notre Europe di fronte ad una platea internazionale di giovani studenti. Rispondendo ad una domanda del pubblico, la commissaria riconosce amaramente: “Combattere per i diritti dei Rom non fa certo vincere le elezioni”. Ma saluta allo stesso tempo gli sforzi fatti dalla Francia per integrare nella legislazione nazionale alcune norme del diritto europeo a tutela delle minoranze etniche. “Un paese ha il diritto di espellere un individuo per aver commesso un crimine. puntualizza Viviane Reding. Quello che non può fare è invece stigmatizzare e minacciare di espulsione un intero gruppo etnico”.

Parole misurate ed in punta di diritto che assumono tutto il loro valore se lette in relazione alle recenti esternazioni di Claude Guéant, ministro dell’interno transalpino. Pochi giorni fa quest’ultimo ha lanciato una vasta offensiva contro quella da lui definita “delinquenza rumena”. Di fronte ai giornalisti, l’ex-prefetto e braccio destro del presidente Sarkozy ha in effetti agitato statistiche allarmanti secondo cui un imputato su dieci a comparire davanti al tribunale di Parigi è di nazionalità rumena. Viviane Reding non commenta queste cifre, ma preferisce, come già in passate occasioni, ricordarne altre: “I Rom sono dieci milioni di cittadini europei che vivono in condizioni di povertà grave. Solo il 42% dei bambini Rom frequenta la scuola primaria, il che significa che il 58% non avrà alcuna chance nella propria vita!”. Per porre rimedio a questa che definisce “una tragedia”, la commissaria ricorda di aver chiesto ad ogni Stato membro di elaborare una strategia dettagliata. Dopo aver analizzato le soluzioni proposte, la commissaria conta sottometterle al voto del Parlamento Europeo nella primavera del 2012. Quanto alla Francia, Viviane Reding attende di leggere le misure che il governo vorrà eventualmente approvare e di osservarne la messa in atto prima di pronunciarsi nel merito. Ma avverte: “In caso di non conformità al diritto Europeo, la commissione può chiedere delle modifiche oppure portare le Stato membro davanti alla Corte Europea di Giustizia”. Alla vigilia di una campagna elettorale che si annuncia tutta in salita, Nicolas Sarkozy è avvertito: tentativi maldestri di sottrarre consensi all’estrema destra del Front National mostrando la faccia feroce ai Rom rischiano di esporlo ad un ulteriore richiamo di Bruxelles.

Iscriviti alla newsletter: