La Germania attua una nuova politica per i profughi

Sui rifugiati la Germania volta pagina. Dopo la crisi del 2015 quando più di un milione di profughi, in maggioranza siriani, trovarono asilo in terra tedesca, il governo di Berlino ha deciso di cambiare strategia. Infatti accogliendo l'appello dell'Unhcr (l'Agenzia Onu per i rifugiati) e della Commissione europea ha dato il via a un ambizioso programma di reinsediamento che, come scrive il sito dell'emittente pubblica tedesca Dw: è una vera e propria rivoluzione delle politiche finora adottate sull'accoglienza e gestione dei rifugiati. Il reinsediamento, va specificato, è un canale di immigrazione sicuro e regolamentato. Da un lato, infatti, può ridurre il traffico illegale delle persone in fuga; dall'altro, consente agli Stati disposti a ospitare i profughi di decidere quanti accoglierne e stabilirne i requisiti per l'accesso legale. E così dopo l’ondata incontrollata del 2015, che ha messo in serissima difficoltà politica la cancelliera Merkel, Berlino ha deciso di cambiare registro. Passando dai 1.600 reinsediamenti del 2017 agli oltre 10.200 nel 2018. La stessa cifra dovrebbe essere confermata anche per l’anno in corso. Un'inversione a U se si pensa che tra il 2012 e il 2014 nell'ambito dei programmi dell'Unhcr la Germania aveva accolto solo 300 persone. L'attuale piano di reinsediamento è, però, legato a tre condizioni: le persone devono essere considerate incapaci di tornare nel loro Paese d'origine e di costruire un futuro nel luogo in cui sono fuggite. Inoltre, devono dimostrare di essere “particolarmente vulnerabili”, ovvero che non sono in grado di venire in Europa da soli. Una volta giunti in Germania ai rifugiati non viene concesso l'asilo, ma un permesso di residenza e lavoro di 1 o 3 anni, rinnovabile. Su questo ultimo punto è insorta la Caritas nazionale che ha accusato il governo di usare un escamotage per negare ai profughi che hanno ottenuto il reinsediamento il diritto di chiedere asilo.

Grazia De Vincenzis

Giornalista con 25 anni di attività nel mondo dell’informazione cartacea, digitale e radiofonica.

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