La Grecia fa i conti con la cittadinanza

Rischiano di rimanere delusi gli immigrati di seconda generazione che speravano di acquisire la cittadinanza greca in modo più semplice e veloce.

La riforma, sottoposta ieri al dibattito parlamentare, presenta delle norme più restrittive rispetto al disegno di legge iniziale. Il governo socialista, infatti, dopo una fase di consultazioni pubbliche, ha deciso di introdurre delle variazioni sostanziali atte ad irrigidire alcune parti del nuovo provvedimento. Così gli stranieri nati sul territorio greco potranno richiedere la cittadinanza solo se entrambi i genitori risiedono legalmente nel territorio nazionale da almeno cinque anni. In base alla proposta iniziale, invece, era sufficiente che uno dei due genitori rispettasse i requisiti predetti. Inoltre, il richiedente, prima di ottenere lo status civitatis, dovrà dimostrare di aver frequentato per almeno 6 anni la scuola dell'obbligo. Inizialmente, invece, ne bastavano 3. A questo occorre aggiungere l'onere di presentare tre lettere di referenze di cittadini greci. La nuova riforma, infine, prevede che dopo aver acquisito la cittadinanza è possibile ottenere il diritto di voto alle elezioni locali solo se si è in grado di dimostrare una buona padronanza della lingua greca. Secondo il Ministro dell'Interno il provvedimento permetterà ad almeno 250.000 stranieri di iscriversi, dopo aver acquisito lo status civitatis, nei registri elettorali.

Eppure, nonostante le modifiche, in senso restrittivo, adottate rispetto al disegno di legge iniziale il partito conservatore, New Democracy, continua a criticare aspramente la nuova riforma, definendola fin troppo morbida nei confronti dei nuovi arrivati. " Le modifiche non rappresentano altro che l'introduzione, in gran ritardo, di quello che nel resto d'Europa è una normalità da molti anni", ha tenuto a precisare Panos Panayiotopoulos, portavocce del partito conservatore . Al contrario, invece, gli esponenti della Chiesa nazionale hanno sottolineato che il provvidemento non sarà affatto utile a risolvere i veri problemi dell'immigrazione perchè"non si occupa in modo serio del fenomeno migratorio, sottovaluta la sensibilità e le problematiche dei nuovi arrivati e non prende in considerazione le possibili ripercussioni sull'intera popolazione".

Giuseppe Terranova

Vice-direttore di West. Docente di Storia e Istituzioni dell'Africa, Geopolitica e Geoeconomia all'Università Niccolò Cusano di Roma. Insegna nei Master in Governo dei flussi migratori e African Studies della Link ...

Iscriviti alla newsletter: