La guerra dei barconi ha cause e responsabilità precise

Sulle cause e le conseguenze della crisi migratoria euro-mediterranea West ha intervistato Tuesday Reitano, vice-direttore del The Global Initiative Network against Transnational Organized Crime di Ginevra, una dei massimi esperti mondiali di criminalità transnazionale, traffico e tratta di esseri umani.

1) Quali sono i tratti specifici del traffico di esseri umani nello spazio euro-mediterraneo?

La principale caratteristica emersa in questi anni di emergenza immigrazione nel Mediterraneo, è la sovrapposizione di due fenomeni: il traffico (trafficking) e la tratta (smuggling) di esseri umani. Oggi, infatti, è sempre più difficile distinguere l’immigrato che volontariamente si affida alla criminalità (trafficking) per raggiungere l’Europa, da quello che, invece, come uno schiavo del nuovo tipo, diventa senza volerlo un anello della catena migratoria (smuggling).
Un caos dovuto principalmente al fatto che le rotte migratorie euro-mediterranee sono governate da criminali che non risparmiano a nessuno abusi e vessazioni di ogni sorta.

Non solo. Occorre, inoltre, aggiungere, che anche nei paesi ospitanti gli immigrati e i richiedenti asilo rischiano di essere sfruttati e impiegati in nero perché difficilmente riescono a inserirsi nel mercato del lavoro legale. Di fronte a queste sfide, le risposte politiche dei singoli governi e dell’UE sono spuntate e inefficaci.

2) Sul fenomeno delle prostitute nigeriane in Italia, la comunità scientifica è divisa al suo interno.  Molti sostengono che sono obbligate a vendere il proprio corpo, altri,invece, che lo fanno volontariamente. Lei che dice?

Non bisogna mai generalizzare: la verità sta nel mezzo. Sappiamo con assoluta certezza che esiste una collaudata catena criminale che da decenni gestisce questo traffico tra Nigeria e Italia. Come è stato dimostrato da diversi studi internazionali, alcune ragazze sanno quello che le attende. Mentre altre sono state raggirate con la promessa di un lavoro in Italia come colf, badante o estetista, per poi ritrovarsi, invece, a vendere il proprio corpo per strada.

In ogni caso sono convinta che anche quelle disponibili a prostituirsi volontariamente, non sanno davvero cosa le aspetta: pessime condizioni di lavoro, abusi e vessazioni di ogni tipo.

Va infine ricordato che la Nigeria è un paese enorme, con una popolazione che ha un’elevata propensione a emigrare. È un bacino ideale per i trafficanti che cercano clienti da adescare.

3) Secondo alcuni il recente boom di immigrati e richiedenti asilo in Europa è frutto del proibizionismo che anche sull’immigrazione non funziona. Tenendo conto che oggi è difficile trovare un politico che si batta per un mondo senza frontiere, quale potrebbe essere, a suo avviso, una terza via?

Quello che lei dice sul proibizionismo è sacrosanto in circostanze normali ma non in quelle eccezionali emerse negli ultimi anni. Per molto tempo la politica europea di gestione e controllo delle frontiere ha funzionato come strumento di contrasto all’immigrazione irregolare.

La verità è che l’emergenza immigrazione è il risultato di due gravissime e prolungate crisi internazionali.
La prima è la guerra civile siriana. Dalla quale i ceti sociali medio-alti sono sfuggiti chiedendo asilo all'estero. Un dato quest’ultimo che è giusto rimarcare. Visto che in passato crisi simili, in Medio Oriente o in Africa, non hanno prodotto la stessa pressione migratoria perché le popolazione coinvolte non avevano sufficienti disponibilità economiche per emigrare.

La seconda è quella libica, che ha visto un guazzabuglio di milizie locali sfruttare il traffico di esseri umani per finanziare la loro guerra politica e militare. Come ampiamente dimostrato dal team di esperti del The Global Initiative Network against Transnational Organized Crime, a Tripoli, in assenza di un’autorità statale capace di garantire il controllo delle frontiere libiche, e con una elevata percentuale di immigrati già presenti nel paese, la criminalità organizzata ha fatto affari d’oro.

A mio avviso, dunque, senza la guerra in Siria e in Libia non avremmo assistito a un così intenso e tragico movimento di popolazione nello spazio euro-mediterraneo.

Concordo, invece, sul fatto che oggi nello scenario politico internazionale c’è poco spazio per sperimentare nuovi approcci, soprattutto verso l’abbattimento delle frontiere. Così come è evidente che nessuno dei paesi occidentali è pronto a riformare il sistema globale delle migrazione con l’obiettivo di migliorare le condizioni in cui versano richiedenti asilo, rifugiati e sfollati.

4) Il prossimo dicembre in Marocco avrà luogo, su iniziativa delle Nazioni Unite, la conferenza intergovernativa sulle migrazioni internazionali. A suo avviso quali saranno i punti chiave e, soprattutto, sarà utile per risolvere almeno una parte dei problemi di cui abbiamo appena discusso con lei?

In vista dell’appuntamento di dicembre, è stato già pubblicato un documento preparatorio con 22 obiettivi. Segnalo, in particolare, quello al punto 9 che per rafforzare la risposta transnazionale al contrabbando di immigrati, propone l’istituzionalizzazione di un meccanismo che consenta una più forte sinergia tra i servizi di intelligence globali.

Convince meno, invece, l’approccio generale di questa bozza perché tende a considerare la criminalità organizzata internazionale che gestische la tratta di esseri umani come un blocco monolitico. Non è così. Si tratta di un network molto complesso e variegato.

Last but not least, deve essere chiaro a tutti che gli immigrati e i rifugiati per arrivare in Europa scelgono le vie illegali perché quelle legali sono pressoché assenti.

È ancora presto per dare un giudizio sul documento finale che verrà fuori dalla riunione in Marocco. Di certo è serio il rischio che prevalgono proposte e soluzione fumose e poco concrete. Preoccupa, inoltre, l’assenza degli Stati Uniti e la richiesta avanzata dall’UE di non rendere vincolanti gli impegni che verrano presi in Marocco a fine anno.

English version- Tuesday Reitano

Giuseppe Terranova

Vice-direttore di West. Docente di Storia e Istituzioni dell'Africa, Geopolitica e Geoeconomia all'Università Niccolò Cusano di Roma. Insegna nei Master in Governo dei flussi migratori e African Studies della Link ...

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