La polizia di frontiera UE spiazza i nazionalisti

Se non è troppo tardi, vorremmo sperare che l’avanzata dei nazionalisti in mezza Europa finisca per rilanciare il sogno UE. La loro crescita, da ultimo in Svezia alle elezioni politiche di ieri, potrebbe, infatti, suonare una salutare sveglia alle istituzioni europee. Una visione forse ottimista, vista l’aria che tira nel Vecchio Continente ma che trova, però, una prima, possibile conferma nelle indiscrezioni dell’edizione odierna del Financial Times. Secondo il quale il poco mediatico e ancor meno popolare Presidente della Commissione Europea, Jean-Claude Juncker, sarebbe intenzionato a sfruttare il tradizionale discorso annuale sullo stato dell’Unione, dopodomani a Strasburgo, per illustrare al grande pubblico quello che potrebbe essere il primo passo per trasformare il controllo dei flussi migratori in una competenza europea. Una forza di polizia di frontiera UE, composta da dieci mila agenti che sul modello dei border patrol agent americani, dovrebbero essere autorizzati a sorvegliare i confini europei; rimpatriare gli immigrati illegali; evitare i cosiddetti movimenti secondari non autorizzati dallo Stato membro di primo ingresso (Italia, Grecia e Spagna) a uno del Nord.

Una soluzione, il più classico uovo di Colombo, che oltre a sanare, almeno in parte, le controversie tra chi fa troppo e chi troppo poco nella gestione dei flussi migratori euro-africani, avrebbe un’altissima valenza simbolica e politica. Soprattutto in vista delle elezioni europee del prossimo anno. Potrebbe, infatti, segnare l’inizio della riscossa degli europeisti contro i nazionalisti che sull’inerzia dei primi hanno costruito la loro battaglia populista che rischia di trasformare l’Unione Europea in una somma di impotenti staterelli. Immaginate, invece, l’impatto mediatico che avrebbero migliaia di poliziotti, con le divise blu Europa, impegnati, come in ogni stato di diritto, a garantire ordine e sicurezza lungo i nostri confini: il modo migliore per asciugare una delle pozze in cui sguazzano, spavaldi, i vari nazionalisti di turno

Giuseppe Terranova

Vice-direttore di West. Docente di Storia e Istituzioni dell'Africa, Geopolitica e Geoeconomia all'Università Niccolò Cusano di Roma. Insegna nei Master in Governo dei flussi migratori e African Studies della Link ...

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