La sinistra danese cambia linea sui rifugiati

La Danimarca archivia la politica dell’accoglienza e vara misure severissime per rifugiati e richiedenti asilo. Il “cambio di paradigma” sull'immigrazione, lo slogan che ha contribuito a portare la destra al governo, è diventato legge. Anche grazie al voto dell'opposizione socialdemocratica. Il Parlamento di Copenaghen ha infatti approvato a larga maggioranza un provvedimento che cancella la parola integrazione e punta tutto sui rimpatri. Da ora in avanti in Danimarca i rifugiati saranno tutti a tempo determinato. L'obiettivo della nuova legge è quello di ottenere più respingimenti e garantire meno inclusione sociale anche agli stranieri che godono della protezione umanitaria e che vivono da anni nel Paese. Dalla stretta non viene escluso neanche il sistema di ripartizione dei rifugiati gestito dalle Nazioni Unite. Che prevede una ripartizione su basi nazionali per coloro che fuggono da guerre, persecuzioni e altre calamità. Da notare infine, come ha spiegato la ministra per l’Immigrazione, Inger Støjberg, che l'obiettivo è quello di ridurre il numero, ben al di sotto dell'attuale 90%, dei rifugiati che una volta arrivati non lasciano più il Paese.

Grazia De Vincenzis

Giornalista con 25 anni di attività nel mondo dell’informazione cartacea, digitale e radiofonica.

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