La sinistra ideologica si suicida sull’immigrazione

In politica l’ideologia fa più male alla sinistra che alla destra. Soprattutto quando c’è di mezzo l’immigrazione. Perché, come chiarisce l’aforisma del vecchio filosofo americano Ralph Waldo Emerson, “c’è sempre una certa meschinità negli argomenti del conservatorismo, unita ad una certa superiorità nei suoi fatti”.

Basta osservare quando sta accadendo al riguardo in America. Dove Trump la usa come un drappo rosso che divide e disorienta gli oppositori democratici. Che, forse perché ancora storditi per l’imprevista, dolorosa sconfitta della Clinton nelle elezioni presidenziali del 2016 pensano bene di opporsi alla radicalità delle sue provocazioni radicalizzandosi ogni giorno di più. E anziché provare a riprendere il bandolo della matassa per recuperare la fiducia del mondo del lavoro che proprio sulla questione degli immigrati li ha traditi nei grandi stati operai della Pennsyvania, dell’Ohio e del Michigan, si limitano, all’esterno, a fare propaganda denunciando il suo giro di vite anti clandestini come disumanamente bigotto. Ed all’interno a litigare tra loro scavalcandosi l’un l’altro a sinistra. Tanto da costringere un prudente e certamente a loro non ostile quotidiano quale è il Washington Post ad ammettere che “oggi i democratici propongono politiche di accoglienza degli immigrati irregolari che non hanno nulla a che vedere con quelle di Obama e, per certi versi, neppure con quelle della Clinton”. Al punto che il deputato dell’Ohio Tim Ryan, uno dei candidati in lizza per la nomination democratica alle elezioni presidenziali del 2020, è stato subissato dalle feroci critiche dei suoi compagni di partito solo per aver avuto l’ardire di sostenere che per battere Trump è necessario non criminalizzare gli operai bianchi del midwest per la loro domanda di sicurezza alle frontiere.

La verità è che molti esponenti del partito dell’asinello, cedendo al veleno dell’ideologia, sono infatti convinti che prendere in considerazione ciò che la base chiede sull’immigrazione - ragionevole contrasto della clandestinità ed un efficace controllo degli ingressi di confine - significherebbe tradire i valori democratici e cedere alla politica reazionaria e conservatrice di Trump. Non accorgendosi che così facendo rischiano di replicare, in peggio, il più devastante degli autogol politici della Clinton. Che in un comizio tenuto negli ultimi giorni della sua sfortunata campagna presidenziale, per guadagnare il voto degli elettori più giovani e delle minoranze etniche, arrivò a promettere: “se mi eleggete sull’immigrazione sarò meno severa ed aggressiva di Obama” . Con i risultati che tutti conosciamo.