La sinistra si suicida sullo ius soli

Mentre la politica si accapiglia sullo ius soli, è boom di immigrati che diventano italiani: 202 mila nel 2016. Il 40% sono minorenni che hanno lasciato lo status di stranieri per trasmissione dai genitori. Cifre record, rese note ieri dall’ISMU, che consegnano all’Italia, per il secondo anno consecutivo, il primo posto nella speciale classifica dei paesi UE che concedono il più alto numero di cittadinanze agli immigrati. Un primato tanto più eclatante, se si tiene conto che alle nostre spalle troviamo Regno Unito, Spagna, Francia e Germania.

Non è, dunque, vero che la mancata approvazione della riforma sulla cittadinanza sarebbe uno schiaffo a un milione di persone che sognano il passaporto italiano (Bersani, ipse dixit). Negli ultimi quindici anni, in Italia, il numero degli stranieri diventati nuovi cittadini è cresciuto velocemente e a un ritmo che non ha pari in Europa: erano appena 12 mila nel 2002 contro gli oltre 200 mila del 2016. Sono sempre di più gli ex immigrati che hanno maturato i requisiti per ottenere lo status civitatis perché vivono e lavorano regolarmente nel nostro paese. E per questo possono trasmettere la cittadinanza italiana ai loro figli.

Di fronte a questi dati, è ancora più incomprensibile il braccio di ferro parlamentare che va avanti da anni tra chi è pro o contro lo ius soli. Gli uni e gli altri, guidati da ragioni squisitamente ideologiche, hanno perso di vista quelli che sono i due veri punti deboli dell’attuale legge sulla cittadinanza.

Il primo riguarda il requisito, fin troppo severo e senza eguali in Europa, dei 10 anni di residenza legale in Italia per richiedere lo status civitatis.

Il secondo, assolutamente irragionevole, stabilisce per i nati da genitori immigrati la possibilità di diventare italiani al compimento del diciottesimo anno a condizione di aver vissuto ininterrottamente fino alla maggiore età sul territorio patrio. Con il risultato che può bastare una vacanza all’estero con gli amici o una visita ai nonni nel paese dei genitori, per far saltare tutto. Ma vi pare possibile?

Giuseppe Terranova

Vice-direttore di West. Docente di Storia e Istituzioni dell'Africa, Geopolitica e Geoeconomia all'Università Niccolò Cusano di Roma. Insegna nei Master in Governo dei flussi migratori e African Studies della Link ...

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