Lasciano gli USA per evitare il rimpatrio

Sorprendente effetto Trump sui rimpatri volontari. Con questo titolo il quotidiano americano Politico sintetizza alla perfezione quello che sta avvenendo negli USA sul fronte della lotta all'immigrazione clandestina. Infatti secondo un report di The Marshall Project (organizzazione no-profit di giornalismo online che si occupa di questioni carcerarie), elaborato su dati del Dipartimento della Giustizia, le partenze volontarie degli immigrati senza documenti sono aumentate vertiginosamente da quando alla Casa Bianca è arrivato il tycoon newyorkese. La lotta senza quartiere all'immigrazione attuata dall'amministrazione trumpiana starebbe, perciò, dando i suoi frutti. Anche se, come sottolinea lo studio appena pubblicato, “non è tutto oro ciò che luccica”. Per capire come stanno le cose cominciamo dai dati. Nel 2018 i 30mila stranieri che hanno fatto domanda ai giudici federali per il rimpatrio volontario rappresentano il numero più alto degli ultimi sette anni. Un aumento tanto più significativo (+50% rispetto al 2017) se rapportato a quello ( + 17%) dell’immigrazione ufficiale, che testimonia come il giro di vite deciso dalla Casa Bianca stia avendo effetto. Sono sempre di più, infatti, i clandestini che stanno prendendo in considerazione l'idea di lasciare gli Stati Uniti, per scongiurare il pericolo di essere fermati e imprigionati o tentare di intraprendere una lunga battaglia legale con poche speranze di successo. L'aumento delle richieste di rimpatri volontari potrebbe, dunque, essere visto come una vittoria per l'amministrazione Trump, che si è prefissata l'obiettivo di espellere dal Paese tutti i clandestini. Ma questo exploit di partenze potrebbe però avere anche un’altra e meno amara spiegazione. Perché come sottolinea The Marshall Project, le partenze volontarie rendono più facile il rientro legale negli USA. Secondo la legge sull'immigrazione statunitense la partenza volontaria è considerata una specie di privilegio che consente, all'opposto di coloro che vengono rimpatriati dalle autorità federali, di non dover attendere anni prima di poter richiedere il visto e tornare negli Stati Uniti. Oltre a non rischiare di finire in cella se fermato e trovato senza documenti.

Grazia De Vincenzis

Giornalista con 25 anni di attività nel mondo dell’informazione cartacea, digitale e radiofonica.

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